Chiesa e Mondo
Dalla conversione ecologica alla costruzione di una nuova umanità
La custodia del creato non è soltanto una questione ambientale, ma una sfida culturale, spirituale, economica e sociale che coinvolge il futuro dell’umanità. Come insegna papa Francesco nella Laudato si’, la cura della casa comune richiede un cambiamento profondo, capace di mettere al centro la dignità della persona e di superare il paradigma tecnocratico fondato sul profitto e sul dominio delle risorse.
A questa prospettiva si collega la riflessione di papa Leone, che richiama l’umanità a una scelta decisiva: costruire una nuova torre di Babele oppure edificare una città in cui Dio e l’uomo possano abitare insieme. Una scelta che interpella anche i cristiani, chiamati a non restare spettatori di fronte alle trasformazioni del nostro tempo, ma a diventare protagonisti di una nuova umanità.
Giona e la Ninive di oggi
La vicenda biblica di Giona, profeta riluttante ad annunciare la conversione alla città di Ninive, offre una chiave di lettura del presente. Anche oggi, di fronte a guerre, ingiustizie, corsa al riarmo, sviluppo tecnologico senza limiti e logiche di profitto, possiamo essere tentati di fuggire o di abbandonare il campo. Siamo invece chiamati a trovare nuovi spazi di profezia e a proporre un modello di sviluppo che abbia al centro la dignità del lavoro, il contrasto alla disinformazione e al colonialismo digitale, la tutela dei dati e il rifiuto delle armi.
La conversione ecologica, ispirata dalla Laudato si’, si intreccia così con la costruzione di una civiltà dell’amore, fondata sulla responsabilità condivisa.
La via di Neemia: ricostruire insieme
Accanto a Giona, la figura di Neemia indica una strada concreta. Di fronte a Gerusalemme in rovina, il profeta non si limita a osservare e commentare: prega, coinvolge il popolo e avvia la ricostruzione, affidando a ciascuno una parte delle mura da rialzare.
È un’immagine efficace della responsabilità personale e collettiva che oggi siamo chiamati ad assumere. Come ricorda papa Leone, occorre affrontare con coraggio le sfide del presente e diventare «artigiani di speranza», continuando a costruire una società più umana e fraterna.
Risuona anche l’invito rivolto a san Francesco: «Va’ e ripara la mia casa», tema che accompagna il cammino formativo diocesano dei Cinque sabati. Un richiamo a camminare insieme e a cambiare insieme, per contribuire alla costruzione di una nuova umanità.
La versione integrale su Il CIttadino n. 38