Genova e Liguria
La farmacia cambia: dal medicinale alla cura della persona
La farmacia come presidio di prossimità e parte integrante di una rete di cura condivisa. È stato questo il tema della tavola rotonda «La farmacia che cambia. Dal medicinale alla cura», svoltasi venerdì 30 ottobre all’Oratorio di San Filippo Neri, nell’ambito del Festival della Scienza di Genova 2026, dedicato alle «Prospettive».
L’incontro, organizzato e moderato da Eleonora Russo del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Genova (DIFAR), si è aperto con i saluti del presidente del Festival, prof. Domenico Coviello.
Il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Genova, Giuseppe Castello, ha illustrato l’evoluzione della professione e il ruolo della farmacia nella sanità territoriale. Accanto alla dispensazione dei medicinali, sono sempre più importanti i servizi di prevenzione, telemedicina e accompagnamento dei pazienti cronici. Il vicepresidente Fulvio Corallo ha invece sottolineato il valore della relazione quotidiana con i cittadini: ascolto, consiglio e conoscenza dei bisogni rappresentano elementi fondamentali del lavoro del farmacista.
Uno sguardo alle nuove generazioni è stato offerto da Francesco Dellepiane, presidente di Agifar Genova, che ha richiamato l’importanza della formazione continua per affrontare le nuove sfide professionali, dalla telemedicina all’intelligenza artificiale, senza perdere di vista la responsabilità sociale e l’attenzione alle persone più fragili.
Don Tommaso Danovaro, assistente della Pastorale universitaria, ha approfondito la dimensione spirituale della cura, ricordando, attraverso l’esperienza di Cicely Saunders, fondatrice del moderno movimento degli hospice, il concetto di «dolore totale»: la sofferenza non riguarda soltanto il corpo, ma coinvolge anche la dimensione relazionale e spirituale della persona.
In conclusione, Eleonora Russo ha evidenziato come il futuro della farmacia richieda una collaborazione sempre più stretta tra le diverse figure sanitarie. Il passaggio dal medicinale alla cura si realizza infatti attraverso un’alleanza di competenze e responsabilità, che riconosce nella persona il centro di ogni percorso di assistenza.
La versione integrale su Il Cittadino n. 38