Comunità diocesana
EDITORIALE – Perchè parliamo di un Chiesa missionaria e sinodale?
Una Chiesa ‘sinodale e missionaria’: è un’espressione che sentiamo o leggiamo spesso nei discorsi ecclesiali. A volte sentiamo pronunciare questi termini anche con un sorriso ironico, come se la sinodalità fosse una moda del momento, o la fissazione di un Pontefice che ben presto verrà sostituita da un’altra più accattivante… come ‘chiesa tutta ministeriale’, ‘chiesa in uscita’. Dovremmo allora chiederci come si forma una visione di Chiesa (processo ecclesiogenetico), come distinguerla da una semplice moda, o da una costruzione teorica priva di un fondamento storico o di contatto con il reale? Se guardiamo indietro, a partire dal Concilio Vaticano II fino ad oggi, possiamo riconoscere in ogni testo magisteriale delle continue ricorrenze e richiami, a volte delle vere e proprie ripetizioni.
La relazione finale del Sinodo Straordinario dei Vescovi (1985) che Giovanni Paolo II volle per promuovere le riflessioni emerse dal Concilio Vaticano II, sostenne chiaramente come l’ecclesiologia di comunione rappresentasse l’idea centrale e fondamentale nei documenti del Concilio: poiché la Chiesa è comunione, deve esserci partecipazione e corresponsabilità in tutti i suoi gradi. Questa stessa intuizione la ritroviamo negli stessi scritti del Pontefice polacco: “Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo” (Novo Millennio Ineunte, n. 43); “La comunione e la missione sono profondamente congiunte tra loro, si compenetrano e si implicano mutuamente, al punto che la comunione rappresenta la sorgente e insieme il frutto della missione: la comunione è missionaria e la missione è per la comunione” (Christifideles Laici, n. 32). “Missione e comunione si richiamano a vicenda. Tra esse vige un intimo rapporto, perché sono dimensioni essenziali e costitutive dell’unico mistero della Chiesa”, così leggiamo nel documento della Conferenza Episcopale Italiana dal titolo “Comunione e comunità” (1981).
La stessa riflessione la ritroviamo nei documenti del processo sinodale. Nell’Instrumentum Laboris del Cammino Sinodale del 2023: “Siamo invitati a superare una concezione dualista in cui i rapporti interni alla comunità ecclesiale sono il dominio della comunione, mentre la missione riguarda lo slancio ad extra. È nel rapporto con comunione e missione che la partecipazione può essere compresa”. Nel primo discorso di Papa Leone XIV ai vescovi italiani (07/06/2025): “Ogni comunità diventi una casa della pace.
Dove c’è comunione l’annuncio diventa credibile”. In un suo secondo discorso rivolto ai vescovi (20/11/2025) si pronunciò così: “Sulla sfida di una comunione effettiva desidero che ci sia l’impegno di tutti, perché prenda forma il volto di una Chiesa collegiale, che condivide passi e scelte comuni. Ciò che conta è che, in questo stile sinodale, impariamo a lavorare insieme e che nelle Chiese particolari ci impegniamo tutti a edificare comunità cristiane aperte, ospitali e accoglienti, nelle quali le relazioni si traducono in mutua corresponsabilità a favore dell’annuncio del Vangelo”. Avremmo potuto riempire pagine e pagine di queste ricorrenze e ridondanze. Perché è proprio così che si forma una visione di Chiesa: discorsi pronunciati o documenti redatti in luoghi e tempi diversi vanno a generare delle forti convergenze su alcuni nuclei di pensiero; i pensieri di persone diverse coagulano intorno ad alcuni concetti forti. Non è stato così anche per un dogma come quello della trinità? Più padri della Chiesa in luoghi e tempi distinti iniziarono a pronunciarsi con decisione e insistenza su questa visione di Dio. La visione di chiesa sinodale e missionaria, dunque, non è una moda del momento ma consiste nel punto di arrivo, nella convergenza forte, che la riflessione ecclesiale ha elaborato negli ultimi cinquant’anni dentro una Tradizione intesa come discontinuità nella continuità.
Fabrizio Carletti
Centro Studi Missione Emmaus