8xmille. Il restauro della chiesa di Testana

Le radici della comunità di Testana, frazione collinare del Comune di Avegno (GE), affondano nel Medioevo. Le fonti documentarie attestano la presenza di una chiesa dedicata a Santa Margherita Vergine e Martire già nel XIII secolo, unita all’inizio del Quattrocento alla vicina parrocchia di Avegno sotto un unico rettore. L’edificio che ammiriamo oggi, immerso nel verde a circa 280 metri sul livello del mare con una splendida vista sul territorio ligure, ha assunto le sue forme attuali tra il XVI e il XVII secolo, in pieno clima di Controriforma. Da allora, il complesso parrocchiale è cresciuto come un organismo vivo: la casa canonica e la sacrestia si sono sviluppate nel tempo avvolgendo il campanile che svetta verso il cielo, concludendosi con una caratteristica cupola a pianta ottagonale.

Varcando il sagrato e superata la facciata novecentesca, la chiesa si rivela in tutto il suo splendore barocco. L’interno, a navata unica, è scandito da un pavimento in marmo bianco e nero posato a spina di pesce e ospita sei cappelle lateraliimpreziosite da ricchi altari marmorei. Un elegante pulpito in marmo si affaccia sulla navata, mentre sopra l’ingresso principale spicca una balconata in legno che custodisce l’organo a canne. Il presbiterio è dominato da un trono marmoreo settecentesco e da un’abside interamente decorata da affreschi e stucchi di metà Settecento, che creano un contrasto suggestivo con le linee più sobrie dell’aula. È qui custodito il Retablo di Testana, retablo fiammingo in legno dorato attribuito alla scuola di Bruxelles (risalente agli inizi del ‘500) che ha come soggetto la Passione di Cristo, nonché la tela di Orazio de Ferrari raffigurante la Circoncisione.

Nel corso del tempo, le spinte esercitate dai grandi archi in muratura hanno prodotto diversi fenomeni di dissestonella zona dell’abside, elemento di particolare valore architettonico dell’edificio. Sulle pareti curve del coro sono apparse profonde fessurazioni verticali in corrispondenza delle spalle delle finestrature, causate dall’allentamento e dalla perdita delle antiche catene metalliche che un tempo contenevano le spinte della struttura.

Grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica è stato avviato un intervento di restauro, classificato come “riparazione o intervento locale”, come definito all’art. 8.4.1 del D.M. 17/01/2018. Pur rientrando nella categoria degli interventi locali ai sensi della normativa vigente, esso assume carattere essenziale e non differibile, in quanto finalizzato alla risoluzione di problematiche significative che interessano il bene e alla sua corretta conservazione nel tempo.