“Forgeranno le space in vomeri”. Il messaggio di papa Leone per la Giornata di preghiera del Creato

Foto Vatican Media/SIR - Borgo Laudato sì. Papa Leone XIV saluta i partecipanti all’incontro di preghiera e fraternità “Cantico di pace” (30/07/2026)

E’ stato diffuso oggi dal Vaticano il Messaggio di papa Leone XIV per la XI Giornata Mondiale di preghiera per la cura del Creato, che ci celebra il 1° settembre 2026. Per i cattolici, la Giornata fu istituita da papa Francesco nel 2015, nella stessa data già indicato nel 1989 dal Patriarca ecumenico Dimitrios I per la Chiesa Ortodossa, e apre il Tempo del Creato, che si conclude il 4 Ottobre, memoria di S. Francesco di Assisi.

Nel messaggio per la Giornata 2026, che riprende le parole del profeta Isaia 2,4 (“Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci”), papa Leone evidenzia con nettezza la saldatura esistente tra degrado umano e ambientale, tra guerra, crisi ecologica, ingiustizia e miseria: pregare e agire per il creato, dunque, non è “solo” una sollecitudine ecologica ma è riconoscere e guarire la radice interiore del male che porta sofferenza alla Terra e ai popoli che la abitano.

“L’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale – scrive papa Leone – crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare. lI che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti.”

La guerra, aggiunge il pontefice, “rivela un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. (…) Le crisi menzionate richiedono, oltre che responsabilità, anche una conversione del cuore, che fruttifichi in una più profonda fedeltà a Dio, in amore reciproco e in rispetto per il dono del creato”.

Il messaggio di papa Leone sul creato richiama ancora una volta alla prima parola del suo pontificato: pace. Scrive infatti: “La chiamata profetica a ‘forgiare le spade in vomeri‘ (cfr Is 2,4) non è quindi solo un sogno per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni persona. (…) Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, li nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato. Questo è il cammino di un’autentica conversione ecologica, in cui gli effetti dell’incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda (cfr Francesco, Lett. enc. Laudato si’, 217).”