Chiesa e Mondo
15 maggio, Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare
Il 15 maggio è la Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare e Caritas Italiana rilancia la campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile”, promossa dal CNESC – Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile, di cui Caritas fa parte, dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci.
La campagna chiede l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, attraverso la raccolta di almeno 50.000 firme “per portare in Parlamento – spiega Caritas – una proposta di legge di iniziativa popolare che intenda riconoscere e strutturare, anche sul piano istituzionale, una forma di difesa alternativa a quella armata. Per Caritas Italiana il tema è strettamente legato all’esperienza quotidiana maturata nei territori. Ogni giorno nei Centri di ascolto si incontrano persone e comunità segnate da povertà, esclusione, solitudine, violenza e guerre dimenticate. La pace non coincide semplicemente con l’assenza di conflitti, ma con la costruzione di relazioni giuste, la tutela dei più fragili e la promozione del bene comune.”
Per don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, la raccolta firme è “un obiettivo concreto, ma soprattutto un segno importante per affermare insieme che un’altra difesa è possibile, perché un’altra idea di sicurezza è necessaria“.
Questo il link alla campagna e alla raccolta firme
Sulla campagna di raccolta firma, giovedì 14 maggio a Genova i referenti locali della Rete Italiana Pace e Disarmo hanno organizzato un’a ‘iniziativa di sensibilizzazione alla “Casa della Pace don Piero Tubino” nel Monastero dei SS. Giacomo e Filippo di Fondazione Auxilium. La storia dell’obiezione di coscienza genovese è legata a questo luogo, alla figura di don Piero Tubino, alla Caritas diocesana fin dai suoi esordi. Il genovese Alfredo Remedi – che ci ha lasciati nel 2020 – fu uno dei primi due obiettori di coscienza che presero servizio in Caritas Italiana il 15 settembre 1977 e dopo di lui migliaia di giovani genovesi scelsero l’obiezione di coscienza e il Servizio Civile, affiancati dalle ragazze impegnate nell’Anno di Volontariato Sociale. Una testimonianza nonviolenta e di servizio al prossimo che, in un primo tempo, non fu pienamente compresa dalla società civile e in larghi settori ecclesiali, malgrado la convinta accoglienza, la formazione e la cura pastorale che Caritas riservò a questi giovani.
Nel percorso del pensiero nonviolento genovese va ricordata almeno la mobilitazione degli obiettori che, negli anni ’80, portò alla chiusura della Mostra Navale Bellica a Genova e la testimonianza, ogni mercoledì dalle 18 alle 19, dell’Ora di Silenzio per la pace in piazza de Ferrari, attiva dal 2001 e giunta alla 1250° ora con mercoledì 13 maggio.
