Il viaggio nella bioetica del prendersi cura oltre le differenze

(foto: VillaQuartara_IG)

In una società multiculturale è possibile definire principi etici condivisi? Quando il dialogo non basta, quale valore non può essere negoziato? In che modo dare valore alle differenze, proteggendo la dignità di ogni essere umano e al tempo stesso costruendo un futuro insieme? Sono le domande scaturite dal lavoro di tre gruppi di studenti di Infermieristica pediatrica dell’Università di Genova, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Liguria e della Facoltà Teologica, che hanno seguito un percorso seminariale di Bioetica, hanno approfondito il tema dell’apporto delle Medical Humanities nei percorsi di cura e hanno lavorato per tutta l’estate a studiare e sistematizzare i temi della multiculturalità nell’accoglienza, nella comunicazione dei percorsi terapeutici, nel supporto durante le varie fasi della patologia e, infine, nell’accompagnamento di persone provenienti da contesti culturali molto diversi fra loro.
Da sette anni circa il Centro di Formazione dell’Istituto Gaslini, in collaborazione con l’Università di Genova, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, la Facoltà Teologica e la Diocesi di Genova propone questo tipo di percorso, via via in maniera sempre più strutturata. Quest’anno il tema è stato proprio quello della multiculturalità. Gli esiti di questo viaggio non sono conclusioni, ma parte di una traiettoria destinata a non terminare: e non solo perché il gruppo di lavoro ha pubblicato un articolo sulla rivista scientifica International Journal of Ethics Education dedicato alla metodologia dell’apprendimento adottata nel seminario, ma perché, a partire da questi anni di lavoro, è ormai chiaro che è possibile costruire al Gaslini un modello di Medical Humanities e bioetica che accompagni stabilmente chi si prende cura dei bambini e delle loro famiglie, offrendo strumenti per leggere la complessità e trasformarla in una cura più consapevole, competente e rispettosa dell’altro. A partire dal 2004, infatti, il lavoro di sensibilizzazione ha coinvolto professionisti e reparti dell’Istituto nella consapevolezza che solo un approccio multidisciplinare può garantire linguaggi e valori condivisi per affrontare situazioni complesse dal punto di vista clinico e delicate dal punto di vista familiare e sociale.
IL CONVEGNO
A Villa Quartara, sede del Centro di Formazione dell’Istituto Gaslini, è stata allestita una mostra che ha riportato la sintesi di 17 lavori preparati dagli studenti sul tema della bioetica come approccio concreto di presenza, ascolto, dialogo, comprensione, facilitazione e condivisione. Nel corso del convegno che ha restituito i contenuti del loro lavoro è stato chiaro che quel pomeriggio di approfondimento non ha rappresentato la conclusione di un percorso, ma la tappa di un viaggio, secondo la metafora ripetuta più volte, e che il tema dell’etica nell’approccio alla multiculturalità interessa tutta la società, anche chi non è direttamente coinvolto nell’ambito sanitario. È stato chiaro nell’impostazione dei lavori, guidati da Laura Fornoni, che dirige la Didattica nel corso di Laurea in Infermieristica pediatrica dell’Università di Genova ed è responsabile del Centro di Formazione dell’Istituto Gaslini, con il supporto di Viviana Pompei, tutor del corso di Laurea in Infermieristica pediatrica e del prof. Marco Doldi, Vicario Generale dell’Arcidiocesi, tra i promotori e i docenti nel corso di Bioetica; ma soprattutto nell’ascolto delle presentazioni elaborate dai tre gruppi di studenti. Lavori che hanno messo in luce quanto sia importante il dialogo, soprattutto quando ad essere accolti in un ambiente come l’ospedale sono bambini e famiglie e quando vanno spiegati loro percorsi clinici o trattamenti farmacologici.

L’articolo integrale e gli approfondimenti su Il Cittadino n. 33