Chiesa e Mondo
EDITORIALE – Tra guerre e violenze non dimenticateci
Perchè vivere in Terra Santa oggi ci evangelizza
La situazione in Terra Santa è stata descritta più volte nelle molte interviste e interventi del Card. Pizzaballa Patriarca di Gerusalemme. Le molte immagini dei media negli anni passati hanno lasciato spazio al silenzio, ma la guerra continua silenziosa. Nella Custodia di Terra Santa sono compresi il Libano, la Siria, la Giordania, tutti paesi o distrutti dalla guerra o in distruzione. La Cisgiordania è preda quotidiana dei coloni che ultimamente non risparmiano nemmeno i villaggi cristiani e l’intorno di Betlemme.
Vivendo a Gerusalemme, sento solo l’eco costante e pesante di tutto questo: le tre religioni monoteiste si evitano accuratamente vivendo solo nei propri spazi.
I cristiani che possono se ne vanno e anche molti ebrei hanno lasciato, i palestinesi che lavoravano in Israele sono ridotti in povertà. Avendo azzerato i pellegrinaggi tutto l’indotto o chiude o è in miseria. Non oso pensare cosa avvenga nelle carceri di Israele: i tribunali civili sono stati sostituiti dai tribunali militari e dilaga la carcerazione amministrativa senza menzione di colpa alcuna.
Tuttavia la prima lettera pastorale del Patriarca “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia” dell’aprile 2016 e la prima Enciclica di Papa Leone “Magnifica humanitas” sono le due colonne che sostengono l’arco del nostro vivere qui in questo tempo. Entrambe contrappongo la Babele costruita dalla prepotenza dei più forti, città degli uomini destinata a crollare, alla Gerusalemme, dono di Dio, che scende dal cielo, le cui mura vengono edificate dallo sforzo paziente dei più piccoli. La nostra presenza qui si inserisce tra i segni dei più piccoli come canta il Salmo Responsoriale di oggi: “Tu visiti la terra Signore, e benedici i suoi germogli”. La situazione storica che stiamo vivendo ci evangelizza, nel senso che il vangelo ci ricorda che Gesù non ha vissuto in una situazione storica diversa. La grande potenza del mondo di allora e di oggi dominava e domina questa terra. Spesso, se non sempre, penso a Gaza. Propriamente quel manipolo di cristiani, quella Parrocchia è il Santuario che ricorda una tappa della Sacra Famiglia in fuga da Israele verso l’Egitto!!! La storia si ripete…
Un’altra cosa che mi meraviglia moltissimo è che mentre tutto attorno a noi parla di distruzione, al Santo Sepolcro per la prima volta in duemila anni è in corso una campagna archeologica molto preziosa e un restauro della Basilica unico! Se penso che la visita storica di Papa Leone alla Sapienza di Roma è stata coronata con il regalo della copia di un pezzo ritrovato nello scavo archeologico del Sepolcro – una pietra con la scritta “Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno” – resto felicemente sorpreso dell’intreccio degli eventi! In questi anni di guerra le professioni religiose, le ordinazioni sacerdotali e le graduazioni accademiche nelle varie facoltà teologiche di Gerusalemme non si sono mai interrotte: l’afflusso di studenti da tutte le parti del mondo non è diminuito. Cosa devo dire: le celebrazioni liturgiche quotidiane del mistero pasquale non hanno mai conosciuto una battuta d’arresto. La preghiera quotidiana continua in attesa di poter cantare ancora assieme l’Alleluia!!!!
Forse potrei dire molte altre cose: non dimenticateci!
fra Giuseppe Gaffurini,
Presidente del Convento del Santo Sepolcro, Gerusalemme
Testimonianza raccolta grazie
all’Ufficio Cooperazione Missionaria tra le Chiese
Diocesi di Genova