Comunità diocesana
Turismo e Chiesa. Viaggiare alla scoperta dell’Altro
Chiesa e turismo. “Carissimi ospiti e pellegrini – scrive p. Marco Tasca, Arcivescovo di Genova nel messaggio ai turisti in visita a Genova, redatto in 5 lingue e diffuso in queste settimane in Cattedrale e nei principali luoghi di culto diocesani – è con grande gioia che vi accogliamo nella nostra terra. Il tempo della vacanza e del turismo non è solo una pausa dalle fatiche quotidiane, ma un dono prezioso per ritrovare se stessi, gli altri e Dio.”
Secondo il portale ospitalitareligiosa.it, che mette in rete “il patrimonio di accoglienza offerto dalle strutture religiose e non-profit in Italia” sono oltre 193.000 i posti letto messi a disposizione da circa 2.900 strutture censite: sono conventi, monasteri, eremi, santuari, case religiose e parrocchiali, case alpine e altre tipologie ricettive. Ogni anno il turismo a carattere religioso porta in Italia circa 5 milioni e mezzo di persone. Nel 2025 hanno visitato Genova oltre 3.5 milioni di turisti, al 50% stranieri: “La tipologia di turisti – riferisce il Comune di Genova – risulta essere molto variegata, con in testa le coppie, seguite da famiglie, persone singole e comitive”.
Commenta Livio Ravera, coordinatore dell’Ufficio Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della Diocesi di Genova: “Nel patrimonio storico-artistico genovese, le chiese storiche sono tra i primi luoghi che i turisti incontrano e visitano percorrendo le vie della nostra città. In modo particolare la Cattedrale di San Lorenzo sta conoscendo un forte incremento di visitatori. In questi luoghi, se lo desidera, il turista ha l’occasione di alimentare la parte spirituale del suo viaggio. Come Ufficio diocesano siamo chiamati in primo luogo a metterci al servizio della capacità di accoglienza delle parrocchie, alcune delle quali, posizionate lungo percorsi turistici, già prevedono messe in altre lingue, e delle mete spirituali più note, come il Santuario della Guardia o il Santuario del Bambin di Praga ad Arenzano, che hanno anche possibilità ricettive. Si tratta di favorire, in un’ottica di sussidiarietà, una cura pastorale verso persone giunte da altre città e da altri paesi, che nella Chiesa di Genova possono e devono trovare un luogo di riposo e rigenerazione per lo spirito”.