Chiesa e Mondo
Lumen Gentium oggi: Maria, presenza concreta nel cammino della Chiesa
Nel cuore della costituzione conciliare Lumen Gentium, il Concilio Vaticano II presenta la Chiesa come mistero vivo: Corpo di Cristo, popolo in cammino nella storia e insieme realtà già aperta al compimento eterno. In questa prospettiva, la figura di Maria emerge non come elemento marginale della fede, ma come chiave concreta per comprendere il volto autentico della Chiesa. Madre del Signore e madre dei credenti, presenza celeste e vicina alle fatiche dell’oggi, la Vergine indica ai fedeli la strada della comunione con Cristo, della docilità allo Spirito e della carità fraterna. Ma quale posto occupa oggi la devozione mariana, perché non si riduca a semplice sentimento religioso? E come può un santuario mariano tradurre nel presente l’insegnamento conciliare, mostrando Maria come madre che conduce alla comunione ecclesiale e alla testimonianza nel mondo? Sono interrogativi quanto mai attuali, che toccano la vita quotidiana delle comunità cristiane.
Ne abbiamo parlato con Don Andrea Robotti, il rettore del Santuario di Nostra Signora della Guardia, custode di una tradizione secolare che continua a parlare al cuore dei pellegrini e a richiamare il primato della preghiera, dell’ascolto della Parola e della misericordia.
Nei numeri 7 e 8 di Lumen Gentium la Chiesa è presentata come Corpo di Cristo e come realtà insieme visibile e spirituale. In che modo la figura di Maria aiuta i fedeli a comprendere concretamente questo mistero della Chiesa?
Maria è parte della Chiesa celeste ma, certamente, non è disinteressata al cammino della Chiesa visibile! Ella è l’abitante del cielo (vedi Lumen Gentium 49) che più di tutti gli altri ci aiuta a comprendere che non esiste solo un “oggi” (la mia vita terrena) ma anche un “per sempre” (la vita eterna). Infatti nel Vangelo di Giovanni (19,26) Gesù sulla croce affida alla Madonna il discepolo Giovanni (e in lui tutti noi) dicendole: “Donna, ecco tuo figlio!”. In quel momento Maria diventa madre di una nuova famiglia che percorre le strade della storia ma che è ancorata nella fede in Cristo. Guardare a Maria ci incoraggia a vivere più intensamente la nostra vita di fede e ad esercitare in modo più pieno la carità fraterna sapendo che la vita terrena è solo l’inizio di quella eterna. La Madonna è ormai parte di questo “per sempre” ma, proprio perché è nostra madre, è partecipe del nostro “oggi” ed esercita la Sua maternità nella generosità con cui Ella è vicina a tutti i suoi figli ed intercede per loro.
Se la Chiesa, come afferma il Concilio, vive dell’unione con Cristo e dell’azione dello Spirito, quale posto occupa la devozione mariana perché non sia solo sentimento religioso, ma autentico cammino ecclesiale e cristocentrico?
Il 24 aprile 1970 Paolo VI nell’omelia pronunciata a Cagliari durante il pellegrinaggio al Santuario mariano di N. S. di Bonaria affermò: “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce.” Pertanto Maria ci insegna come vivere il nostro discepolato e la nostra sequela a Cristo. Ma per evitare vuoti sentimentalismi, sterili eccessi e facili ingenuità mi sembra importante citare 4 criteri che san Giovanni Paolo II indicò per sviluppare una autentica devozione mariana:
“- dev’essere ben fondata sulla Scrittura e sulla Tradizione, valorizzando innanzitutto la liturgia e traendo da essa sicuro orientamento per le manifestazioni più spontanee della religiosità popolare; deve esprimersi nello sforzo di imitare la Tuttasanta in un cammino di perfezione personale; dev’essere lontana da ogni forma di superstizione e vana credulità, accogliendo nel giusto senso, in sintonia con il discernimento ecclesiale, le manifestazioni straordinarie con cui la Beata Vergine ama non di rado concedersi per il bene del popolo di Dio; dev’essere capace di risalire sempre alla sorgente della grandezza di Maria, facendosi incessante Magnificat di lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo” (Omelia, 24 settembre 2000).
In un santuario mariano come Nostra Signora della Guardia, come si può tradurre oggi l’insegnamento di Lumen Gentium, mostrando Maria come madre che conduce alla comunione della Chiesa e alla testimonianza nel mondo?
Penso che le parole stesse che Maria pronunciò il 29 agosto 1490 ci siano di aiuto. Ella a Benedetto Pareto disse: “Avvicinati a me e non temere che io sono la madre di Gesù Cristo”. La Madonna si presentò come la madre di Gesù e, in tutta l’iconografia relativa alla Guardia, la Vergine è raffigurata sempre con il bambino Gesù fra le braccia. Ella ci porta Gesù e ci porta a Gesù. Il compito del nostro Santuario è aiutare le persone a capire e a vivere tutto questo. Come? Promuovendo momenti di preghiera comunitaria, offrendo spazi di silenzio e di accoglienza, curando la celebrazione della S. Messa e del sacramento della Riconciliazione, dando la possibilità di confrontarsi con la Parola di Dio, aiutando a compiere scelte di servizio e di carità….
La Madonna, chiedendo che sul monte Figogna fosse costruita una cappella in Suo onore, ha voluto ricordare agli uomini e alle donne di tutti i tempi l’importanza della preghiera. Potremmo provare a fare nostra la preghiera del Magnificat? In questo testo troviamo tanti spunti per vivere una spiritualità autenticamente evangelica: gratitudine verso il Signore, riconoscimento della nostra piccolezza, fiducia nell’intervento di Dio…
Meditare queste parole ci aiuterà sicuramente a vivere la fede in modo meno meccanico e scontato.
