Comunità diocesana
Celebrata in Cattedrale la Liturgia del Venerdì Santo
Nel pomeriggio del Venerdì Santo, in Cattedrale mons. Marco Tasca ha presieduto la Liturgia del Venerdì Santo, una preghiera silenziosa e segnata dall’ascolto della Parola, culminata nel racconto della Passione secondo Giovanni. Nell’omelia l’Arcivescovo ha invitato a «stare davanti alla croce» non per comprenderla pienamente, ma per lasciarsi raggiungere dal suo significato più profondo.
Mons. Tasca ha ricordato come la croce sia «scandalo e stoltezza» secondo la logica umana, riprendendo le parole di san Paolo, ma allo stesso tempo rivelazione dell’amore di Dio, «più forte di ogni tradimento e di ogni ingiustizia». Non si tratta, ha sottolineato, di un mistero da spiegare, quanto piuttosto da accogliere nel silenzio: «È il silenzio che ci aiuta ad entrare nel mistero della croce».
Al centro della riflessione, la regalità di Gesù così come emerge nel Vangelo di Giovanni. «Gesù regna dalla croce», ha affermato, spiegando che la sua sovranità consiste nel dono libero della propria vita. Di fronte alle provocazioni – «Hai salvato altri, salva te stesso» – Cristo non cede, ma rimane fedele alla logica dell’amore gratuito.
Una logica che capovolge quella del mondo: «dare senza cercare nulla in cambio», senza trattenere nulla per sé. È una regalità che può disorientare, perché lontana dalla mentalità del “do ut des”, ma che apre alla possibilità di una vita nuova.
Nel corso della celebrazione, ampio spazio è stato dato alla preghiera universale, segno di una Chiesa che intercede per il mondo intero, nelle sue fatiche e nelle sue speranze. «Siamo chiamati ad aprirci alla realtà in cui viviamo», ha ricordato l’Arcivescovo, per portare il nostro contributo di fede e di carità.
La liturgia si è conclusa con l’adorazione della croce, gesto semplice e profondo, nel quale ogni fedele ha potuto esprimere, nel silenzio, la propria risposta all’amore di Cristo.
