Chiesa e Mondo
Leone XIV: «I cristiani non possono accettare l’oppressione dei poveri»
Il Papa all’Udienza Generale di mercoledì 7 ottobre
«La prima missione della Chiesa è aiutare le persone a essere attente alle domande profonde della vita»: quelle sull’origine e sul destino dell’uomo, ma anche sul senso dell’amore e del dolore. È da qui che Papa Leone XIV riparte, nell’udienza generale di oggi, per proseguire il ciclo di catechesi dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II e, in particolare, alla Gaudium et spes.
La Chiesa, ha spiegato il Pontefice, è «innestata» nel mondo e condivide con gli uomini e le donne del nostro tempo «la fragilità e la bellezza» della condizione umana. La sua missione non consiste però nel perseguire un progetto politico, bensì nel testimoniare la fede e la carità e nell’impegnarsi per «la giustizia, la pace, la fraternità».
Una Chiesa al servizio del bene comune
Il compito dei cristiani comprende anche la partecipazione alla costruzione della società. Nel promuovere il bene comune, ha sottolineato Leone XIV, «il credente non può accettare l’oppressione dei piccoli e dei poveri», né quelle «strutture inique» che perpetuano dipendenza e ingiustizia.
A orientare questo impegno è la Dottrina sociale della Chiesa, che invita i credenti a collaborare con tutte le persone di buona volontà per costruire condizioni di vita più giuste. La Chiesa, ha ricordato il Papa, non cerca il potere politico: la sua missione è «servire al bene di tutti» e contribuire alla crescita della società nel rispetto dei diritti fondamentali della persona e della famiglia.
La tentazione del consumismo
Nel suo discorso Leone XIV ha messo in guardia anche dai condizionamenti della società contemporanea. La «logica del profitto a tutti i costi» e la manipolazione dell’informazione possono spingere le persone verso uno stile di vita dominato dal consumo e dai beni materiali.
«Il nostro cuore è fatto per guardare in alto», ha ricordato il Papa, invitando a non ridurre l’esistenza alla ricerca del benessere materiale. La missione della Chiesa passa anche dalla capacità di aiutare l’uomo a ritrovare le domande essenziali e ad aprirsi a una prospettiva più ampia.
Fede e vita devono camminare insieme
Un passaggio centrale della catechesi riguarda la responsabilità dei cristiani. Non basta professare la fede: essa deve tradursi in scelte concrete e coerenti. Il distacco tra fede e vita quotidiana, ha ricordato Leone XIV citando la Gaudium et spes, è «tra i più gravi errori del nostro tempo».
Particolare responsabilità spetta ai fedeli laici, chiamati ad «animare il mondo con lo spirito cristiano e la visione del Vangelo». I luoghi privilegiati di questa missione sono la famiglia, il lavoro e ogni ambiente della vita quotidiana.
Santità e carità, la via della testimonianza
Per essere credibile, la presenza cristiana nel mondo non ha bisogno di annacquare il messaggio evangelico o di ridurne le esigenze. «Non è annacquando i contenuti e ammorbidendo le esigenze che si può rendere attraente il cristianesimo», ha affermato il Papa.
La Chiesa porta avanti la propria missione soprattutto attraverso «la santità personale e l’amore fraterno». È questa, secondo Leone XIV, la strada perché la testimonianza cristiana possa raggiungere il cuore dell’uomo contemporaneo.
L’invito conclusivo è dunque a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, vivendo nella santità e nella carità: «così che il mondo possa credere e sperare».