Chiesa e Mondo
Che cosa ci lascia il viaggio di Papa Leone XIV in Francia
I mass media ci hanno accompagnato in questi giorni dentro il viaggio di Papa Leone XIV in Francia: immagini, cronache, incontri e celebrazioni hanno raccontato le diverse tappe di questo pellegrinaggio. Ora che il viaggio si è concluso, la domanda è: che cosa ci lascia realmente questa pagina di storia? Non l’ennesima cronaca, ma il filo che unisce Parigi, Lourdes e Metz: l’uomo, la sua dignità, la sua fragilità e la responsabilità che ne deriva per la società, per l’Europa e per la Chiesa.
A Parigi, nel confronto con la tecnologia e l’intelligenza artificiale, è emersa la domanda sul futuro dell’uomo. Nessun algoritmo, però, può rispondere alla domanda sul significato della persona. A Lourdes il tema cambia prospettiva, ma non sostanza. Lo abbiamo chiesto oggi a padre Nicola Ventriglia, coordinatore dei cappellani italiani a Lourdes. La sua risposta è netta: «La debolezza avrà il primo posto». Leone XIV è arrivato alla Grotta «come pellegrino tra i pellegrini», accanto ai malati, alle persone con disabilità e a quanti dedicano la propria vita al servizio. A viaggio concluso, quelle parole acquistano un significato ancora più preciso. Come ci ha ricordato padre Nicola, «la Chiesa cammina con chi soffre». E c’è un’altra sua espressione che restituisce il senso di quanto vissuto: «In un mondo che corre e spesso scarta, Lourdes testimonia ogni giorno una fraternità silenziosa che può cambiare la vita». Accanto alla voce di padre Nicola, la testimonianza di Gemma Malerba, presidente regionale dell’Unitalsi Ligure, richiama il cuore dell’esperienza di Lourdes: «La dignità dei più fragili è sacra. Ogni vita, anche la più vulnerabile, è degna di essere amata». Gemma racconta l’attesa vissuta a Lourdes nelle ore dell’arrivo del Papa: «Ci sentiamo tutti come bambini nell’attesa dell’arrivo di Papa Leone XIV: emozione, attesa, felicità, tanta preghiera». Un’attesa che ha coinvolto l’intera città: «Tutte le strade di Lourdes sono gremite di persone di tutti i Paesi che aspettano che il Santo Padre passi, per salutarlo, per fargli sentire la vicinanza di un popolo unito come una vera famiglia». E poi l’incontro con il Papa: «Papa Leone è arrivato sorridente, pellegrino tra i pellegrini». Nelle parole di Gemma si ritrova così il senso di una visita vissuta dentro la preghiera e la fraternità.
L’articolo integrale su Il Cittadino n. 33