Comunità diocesana
Campomorone, una fraternità che unisce
A Campomorone un’esperienza di accoglienza e integrazione sta trasformando il semplice sostegno linguistico in un autentico cammino di fraternità condivisa. Grazie all’impegno di volontari e volontarie della Fraternità delle Parrocchie, famiglie di culture diverse hanno trovato uno spazio stabile di incontro, dialogo e amicizia, dove la lingua italiana diventa strumento di relazione, inclusione e reciproca conoscenza:
Circa una decina di anni fa, un gruppo di volontari, in maggioranza docenti, con l’arrivo a Campomorone delle prime famiglie non italofone, aveva avviato un’esperienza di scuola di italiano per adulti. L’iniziativa nasceva dal desiderio di alcune mamme, per lo più di lingua araba, di essere aiutate a superare le difficoltà incontrate nel tentativo di interagire con le insegnanti dei propri figli e con le altre mamme della scuola.L’esperienza, portata avanti per due anni, si era poi interrotta con l’arrivo dell’epidemia di Covid.
Non si erano però mai spenti né l’attenzione ai bisogni del territorio né il desiderio di andare oltre gli aiuti occasionali, spesso affidati alla buona volontà dei singoli. Era chiaro, infatti, che per chi ha la necessità di inserirsi e integrarsi in una comunità sono indispensabili continuità e punti di riferimento stabili.
Successivamente è nata la Fraternità delle Parrocchie, affidata a don Massimiliano Moretti, e grazie alla sua disponibilità è stato possibile aprire le porte del circolo parrocchiale di Campomorone. Questo ha consentito l’avvio di un’attività di accoglienza ben strutturata e continuativa, curata da un gruppo di volontarie, alcune con esperienza di insegnamento a vari livelli.
Ogni venerdì il gruppo si incontra per offrire sostegno nei compiti a bambini e ragazzi non italofoni e per dialogare in lingua italiana con le loro mamme, mentre i più piccoli vengono coinvolti in attività ludiche.
A dicembre 2025, all’avvio del progetto, si era partiti con un piccolo gruppo, ma progressivamente le adesioni sono aumentate fino a raggiungere un numero significativo di partecipanti.
Lo Spirito di Dio, che ha aperto i cuori e chiuso le porte ai pregiudizi, ha fatto nascere un’amicizia sincera, fondata sulla condivisione di esperienze di vita, sulla comunione e sulla convivialità. Le mamme, quasi tutte di cultura e lingua araba, preparano spesso ottime merende accompagnate da tè forte e profumato, il tutto arricchito da abbracci e sorrisi che trasmettono pace.
Una fraternità nella Fraternità, semplice e autentica, culminata venerdì 24 aprile scorso con una festa ai Giardini Dossetti di Campomorone, organizzata da queste mamme e aperta a tutti coloro che desideravano condividere un momento di serenità. Hanno offerto i loro piatti tipici, preparati con grande cura e davvero gustosi; il servizio, svolto con attenzione e generosità, si è concluso con la cerimonia del tè.
In questo modo hanno raccontato le loro tradizioni, ma anche la nostalgia dei Paesi d’origine, la fatica della distanza e dell’adattamento a contesti culturali diversi, insieme al desiderio di sentirsi parte di uno spazio comune, aperto a chiunque voglia accogliere ed essere accolto. Con questo evento hanno voluto esprimere gratitudine a chi le ha fatte sentire parte di una comunità. In realtà, siamo noi a dover dire loro “grazie” per l’esperienza concreta di fraternità universale: una fraternità nella quale Dio, pur invocato con nomi diversi, chiama tutti a essere costruttori di comunione, solidarietà, rispetto reciproco e pace.
