Comunità diocesana
Aggregazioni laicali, rinnovo del Consiglio Direttivo nello spirito di servizio alla Chiesa diocesana e alle comunità
In occasione dell’elezione del nuovo direttivo delle Aggregazioni Laicali, i rappresentanti delle diverse realtà associative hanno scelto di salire al Santuario della Guardia, partecipando al pellegrinaggio mensile guidato dall’Arcivescovo. Una scelta dal forte valore simbolico: la vetta del monte, tradizionalmente associata all’incontro con l’Altissimo e alla ricerca della Sua sapienza, ha offerto il contesto ideale per un momento significativo della vita ecclesiale diocesana.
L’iniziativa ha voluto sottolineare uno dei principi fondamentali del cammino delle Aggregazioni Laicali: la comunione con la Chiesa particolare e con il suo Pastore. Una dimensione non sempre facile da vivere, ma essenziale per la crescita spirituale e per la testimonianza evangelica delle associazioni, così come di ogni gruppo, movimento, famiglia e comunità ecclesiale.
IL VALORE DI CAMMINARE INSIEME
Il pellegrinaggio ha inoltre richiamato il valore del camminare insieme, del sostenersi reciprocamente e del condividere la stessa meta: «camminare insieme, arrivare insieme, aspettarsi lungo il percorso e lodare il Signore» è stato lo spirito che ha accompagnato la giornata. Proprio in questo clima di fraternità e comunione sono stati convocati al Santuario della Guardia i rappresentanti delle Aggregazioni Laicali per procedere all’elezione del nuovo Segretario (attraverso l’individuazione di una terna di candidati che sarà sottoposta al Vescovo) e dei membri del direttivo che saranno chiamati a servire la Chiesa diocesana nei prossimi anni. Una chiamata che comporta fede, responsabilità, impegno e spesso anche difficoltà e incomprensioni, ma che rimane una vocazione indispensabile e di grande valore. Per questo la Chiesa, nel suo lungo magistero, ha sempre espresso gratitudine per il dono della vita associativa e dei carismi.
UNA VITA “IN COMUNITÀ”
Vale la pena richiamare le parole che Papa Leone XIV ha rivolto il 6 giugno ai moderatori delle associazioni di fedeli e dei movimenti ecclesiali: «Nessuno è cristiano da solo. Siamo parte di un popolo, di un corpo che il Signore ha costituito. La vita cristiana non si vive nell’isolamento: si vive con gli altri, in un gruppo, in una comunità, perché Cristo risorto si rende presente fra i discepoli riuniti nel suo nome». Parole che risuonano con forza particolare proprio nel giorno in cui un nuovo direttivo viene chiamato a servire.
La comunione, come concetto ecclesiale, fa bene alla fede, alla fraternità, alla testimonianza. Quando smettiamo di crederci, quando rinunciamo all’impegno di camminare insieme anche nelle strutture ecclesiali, abbiamo già ceduto qualcosa di essenziale: il dono di essere autentica luce nel mondo.
LA BELLEZZA E IL VALORE DEL SERVIZIO
La giornata non sarebbe stata così ricca e partecipata se non fosse iniziata con il Rosario, recitato per affidare alla Vergine Maria il servizio pastorale delle nostre comunità. Crediamo infatti che tutto debba nascere dalla vita interiore, dal dialogo spirituale: è lì che i movimenti trovano la radice del loro ruolo fondamentale per l’evangelizzazione e per l’unità della Chiesa.
Lo ha ribadito anche l’Arcivescovo, Marco Tasca, nel saluto durante la Messa e nel corso dell’incontro, richiamando tutti a servire insieme in un mondo spesso frammentato e poco incline all’ascolto. Chi, come Maria, si apre docilmente alla chiamata, scopre che la missione e la prospettiva futura sono sempre alimentate dalla certezza della presenza dello Spirito Santo, invocato con le parole: «Senza la tua forza, nulla è nell’uomo».
Il nuovo direttivo, insieme ai movimenti e alle associazioni, agli uffici di Curia, ai pastori, ai sacerdoti e alle comunità religiose, avrà la grande missione di edificare la Chiesa. Chi è portatore di un carisma è chiamato ad arricchire gli altri, spogliandosi di sé. Ed è proprio questa la sorgente di una libertà autentica e di una gioia profonda.