Sinodalità e formazione, buone pratiche

S. Pietro di Quinto: come portare in parrocchia la formazione diocesana

Anche quest’anno nella nostra diocesi abbiamo vissuto l’esperienza degli incontri di Formazione Diocesana: per un sabato al mese si sono alternati cinque relatori molto apprezzati e qualificati che ci hanno mostrato e restituito una figura di Gesù che dona e mette al centro la pace. Partendo dalla frase di Papa Leone – “La relazione con Cristo ci chiama a sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace” (Discorso ai Vescovi della CEI, 17/06/2025) – e ascoltando le relazioni dense e vissute, le persone che hanno partecipato agli incontri, in Cattedrale e nelle varie sedi distaccate, hanno lavorato insieme dividendosi in gruppi, condividendo idee e speranze e utilizzando il metodo che ormai sta diventando abituale nelle nostre comunità: la conversazione nello Spirito. Un interrogativo però è ritornato spesso nei tavoli di condivisione: come portare nelle nostre comunità e nelle nostre parrocchie quanto di bello abbiamo vissuto in queste esperienze?
Nel levante della città, e precisamente a San Pietro di Quinto, hanno provato a inventarsi qualcosa che potrebbe essere uno spunto anche per altre parrocchie. Il parroco, don Paolo Marré, durante gli incontri diocesani registrava gli interventi dei relatori e già pochi minuti dopo la conclusione dell’incontro diffondeva l’audio ai parrocchiani con tutti i mezzi tecnologicamente disponibili. I parrocchiani poi venivano invitati a fermarsi il giorno successivo, dopo la Messa della Domenica, per condividere pensieri e impressioni ricavate dall’ascolto. “È capitato di incontrare persone che arrivavano a Messa ancora con gli auricolari per terminare in tempo l’ascolto della relazione” racconta Marina che ha condotto i tavoli in alcuni di questi incontri parrocchiali. Il metodo utilizzato alla Domenica è stato lo stesso degli incontri di formazione: una breve introduzione da parte di qualcuno che era stato presente alla diretta il giorno prima e poi tavoli di condivisione non troppo grandi per consentire a tutti di poter parlare. Ancora Marina: “È stato bello veder partecipare anche persone anziane che non riuscivano ad andare in Cattedrale per seguire l’incontro in diretta; è stata un’occasione per far sentire presente la comunità diocesana anche a quelle persone che magari si sentono distanti. Inoltre il taglio delle condivisioni nei tavoli parrocchiali è stato leggermente diverso da quello degli incontri di formazione diocesana, pur lavorando sullo stesso tema e sulla stessa relazione: nei gruppi degli incontri diocesani sicuramente il valore aggiunto è dato dal condividere problemi e speranze con persone sconosciute o comunque con le quali non si vive a stretto contatto. Nei tavoli parrocchiali invece, da un lato si è registrata la voglia e la speranza di confrontarsi per contribuire a rafforzare e ravvivare la propria comunità, dall’altro il livello delle condivisioni ha raggiunto un’intimità e una confidenza davvero coinvolgenti.”
Ancora una volta si è verificato con mano la validità di alcuni ingredienti tipici del cammino sinodale: il grande bisogno della gente di parlare e di confrontarsi, sia sui grandi temi che sulle piccole problematiche locali. E poi la grande sorpresa e conferma che lo Spirito parla attraverso i fratelli e quindi solo con l’ascolto reciproco e attivo è possibile discernere in quale direzione stia spingendo la sua e la nostra Chiesa. “Le idee e le opinioni possono anche essere molto diverse – conclude Marina – ma se si condivide la passione per Gesù e la sua Parola, è difficile poi non trovare una quadra”. Proprio come dice Papa Leone: “Si tratta di porre Gesù Cristo al centro e aiutare le persone a vivere una relazione personale con Lui, per scoprire la gioia del Vangelo”.