Associazioni per l’Africa. Una rete per il bene comune

A GENOVA DAL 3 AL 5 GIUGNO IL CONVEGNO SPERA

Dal 3 al 5 giugno 2026 si svolge a Genova, Roma e Bologna il “Convegno Nazionale Italia&Africa”, promosso dal Consorzio SPeRA, Medici in Africa OdV, GGAllery. L’iniziativa, avviata nel 2010 nel capoluogo ligure e rinnovata ogni anno (salvo il 2020 a causa del Covid), offre una finestra informativa sul volontariato italiano impegnato nel continente africano e uno spazio di confronto per le diverse realtà attive, con il coinvolgimento del monto delle imprese, dell’Università, della Chiesa Cattolica e della Cooperazione Italiana. Il Consorzio SPeRA (acronimo di “Solidarietà, Progetti e Risorse per l’Africa”) riunisce oltre 50 associazioni italiane di volontariato operanti in Africa in differenti settori: formazione, sociale, edilizia, sanità e altro ancora.

Insicuri, disorientati, annebbiati, sfiduciati. Le attuali vicende internazionali e nazionali gettano ombre sul futuro. Quello che leggiamo, ascoltiamo e vediamo restringe la nostra visione. Fino a non aver consapevolezza che i mali (soprattutto conflitti e ingiustizie) dilagano ovunque, anche in regioni che spesso e volentieri non consideriamo perché “non ci toccano da vicino”. Ad esempio non ci accorgiamo e non conosciamo le tante realtà che stanno riducendo gran parte dell’Africa ad un continente dilaniato, depredato, dissanguato da potenze ed interessi “diversi” dove chi paga sono le centinaia di migliaia di persone (quanti bambini!) che patiscono miseria, fame, morte. Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Niger, Etiopia, Mali… non sono paesi lontani! Sono la testimonianza della disumanità che sembra prevalere sulla dignità e sul diritto di ogni persona a vivere e godere dei beni della terra.
Siamo a rischio di disinformazione e indifferenza. “Nessuno può rimanere indifferente alla sorte dei suoi fratelli tuttora immersi nella miseria, in preda all’ignoranza, vittime della insicurezza!” scrisse Paolo VI nella Populorum progressio (PP, 74, 1967), appello ripreso abbondantemente da papa Francesco nella Laudato si’ (2015).
Se “lo sviluppo è il nuovo nome della pace” – così ancora Paolo VI – questa pace che invochiamo e speriamo non può non passare da una coscienza e da una responsabilità che compete ad ogni uomo libero (soprattutto se cristiano). Non possiamo tollerare (peggio se sosteniamo) uno sviluppo disumano che nega giustizia e libertà all’umanità nella sua interezza. Meno male che c’è qualcuno (o meglio una quantità di persone!) che non abbandona l’Africa a quello che pare un suo destino di morte. Ben venga quindi la rappresentazione di tanti (associazioni, istituzioni, università, Chiesa e imprese) impegnati nel continente africano a costruire nuove collaborazioni e rafforzare il sistema italiano della cooperazione.
Il Convegno SPeRA ci permette di tenere presente che, direttamente e personalmente, abbiamo tante possibilità di partecipare alla costruzione della pace attraverso concreti ed umanizzanti percorsi di sviluppo.
Un grazie quindi al Consorzio Spera e all’associazione “Medici in Africa” che anche quest’anno promuovono un convegno caratterizzato da un format internazionale e diffuso: l’edizione 2026 collega in un’unica rete di confronto e collaborazione Genova (nelle sedi di Palazzo Tursi e di Confindustria), Bologna, Roma, Nairobi e Addis Abeba. Tre giorni per condividere progetti in diversi ambiti – dall’istruzione al sociale, dall’edilizia alla sanità – esperienze, criticità e strategie comuni con l’obiettivo di rafforzare una cooperazione italiana in Africa sempre più coordinata, concreta ed efficace, nella quale le comunità locali sono partner determinanti per consolidare una cultura della solidarietà e della reciprocità con le nostre comunità. “La rete che passo dopo passo si è costituita in questi anni – spiega Edoardo Berti Riboli, presidente del Consorzio SPeRA e di Medici in Africa OdV – è un patrimonio straordinario di umanità, competenza e dedizione. Oggi più che mai è necessario superare la frammentazione e lavorare insieme, creando reti solide tra associazioni, istituzioni, Chiesa, mondo accademico e imprese. Solo così si possono costruire progetti più forti, più efficaci e realmente utili alle comunità africane”.
L’esperienza e la crescita del Consorio SPeRA ci aiutano a capire che la cura della casa comune sollecitata da Papa Francesco nella Laudato si’ è possibile solo con una partecipazione di tutti e che la pace non si raggiunge con le parole o aspettando, magari con rassegnazione, interventi miracolosi ma con la forza, il coraggio e la capacità di coniugare nel quotidiano parole e gesti di costruzione.