Avere cura della magnifica umanità

Un’enciclica che ci parla di evangelizzazione

In occasione della pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas, abbiamo posto alcune domande a Don Gianfranco Calabrese, Vicario episcopale per l’annuncio del Vangelo e la missionarietà

Don Gianfranco Calabrese, l’enciclica di papa Leone deve essere ancora approfondita ma il titolo, Magnifica Humanitas, e l’oggetto, l’intelligenza artificiale, hanno già destato sorpresa, entusiasmi e critiche.
Penso che questo primo documento di papa Leone XIV, a partire dal titolo, vada compreso all’interno di una dimensione di evangelizzazione. Papa Leone ha parlato già 50 volte del tema dell’intelligenza artificiale nel suo primo anno di pontificato e ripercorrendo questi interventi possiamo ben capire che l’enciclica non ha come oggetto semplicemente la dimensione tecnocratica. Il titolo completo dice così: “Lettera sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.” Questo è il centro: l’umanesimo integrale. Richiama quello che papa Francesco aveva detto alla Chiesa italiana a Firenze, nel 2015: quale umanesimo propone la Chiesa oggi? Ecco dunque la parola Humanitas contenuta nel titolo che, come sappiamo, riprende le prime due parole del testo. Questa magnifica umanità nel titolo di un’enclicica quasi stupisce, come se per parlarci di Dio, il papa partisse da noi.

Questa magnifica umanità nel titolo di un’enclicica quasi stupisce, come se per parlarci di Dio, il papa partisse da noi.
Io credo che dobbiamo intendere la parola Humanitas in due modi. Il primo è la dignità della persona umana. Sappiamo che stiamo vivendo un cambiamento epocale che è dato dall’intelligenza artificiale. Come ai tempi di Leone XIII la rivoluzione industriale cambiò le persone, la società, il modo e gli orari del vivere, così oggi la rivoluzione digitale sta cambiando antropologicamente il modo di essere dell’uomo e anche il modo di concepire la propria realizzazione nella vita. Anche per questa similitudine di trasformazioni epocali papa Prevost scelse il nome di Leone e oggi, in coerenza con quella ispirazione e nella capacità di leggere il presente, il papa ci consegna un documento che non parla semplicemente di come usare l’intelligenza artificiale ma del modo di prendersi cura dell’umanità in questa nuova dimensione esistenziale. E la Chiesa ha da sempre una buona notizia da dire sull’uomo e sulla sua salvezza in ogni tempo. Qui sta il secondo modo di intendere Humanitas: l’umanità tutta intera e la sua salvezza, come la Chiesa può e deve proporre il Regno di Dio a questo nostro mondo trasformato dalla tecnologia. C’è molto di Sant’Agostino, così centrale per papa Leone: nella tradizione agostiniana la città dell’uomo e la città di Dio non sono alternative. In questa prospettiva, si capisce bene come l’enciclica, nel suo fine ultimo, ci parla di evangelizzazione.

L’intervista integrale sul n. 20 de Il Cittadino