Un Codice per una nuova Europa: ritrovare lo spirito dei padri fondatori

Dal Codice di Camaldoli al nuovo documento promosso dall’Associazione Nuova Camaldoli, anche Genova rilancia l’appello per un’Europa unita, solidale e capace di costruire la pace

credenti, agli uomini di buona volontà di fare quello che quei giovani fecero allora: non rassegnarsi al presente, ma assumere la responsabilità di immaginare il futuro». Così scrive il cardinale Matteo Zuppi nella prefazione a Un Codice per una nuova Europa.
DALLA LEZIONE DI CAMALDOLI A UNA NUOVA EUROPA
Il riferimento è ai giovani cattolici che nel luglio del 1943 scrissero il Codice di Camaldoli, uno dei documenti più significativi del cattolicesimo italiano del Novecento, al quale si ispirarono i nostri padri e le nostre madri costituenti. Nell’agosto dello stesso anno nasceva il Movimento Federalista Europeo, che recepiva i principi del Manifesto di Ventotene, redatto da Altiero Spinelli.
Su sollecitazione del cardinale Zuppi, il Codice è stato rielaborato e attualizzato dall’Associazione Nuova Camaldoli, nata recentemente a Firenze, con il contributo di 120 esperti tra intellettuali, docenti universitari, teologi e membri di associazioni.
Il volume Un Codice per una nuova Europa è stato presentato il 19 ottobre da Paolo Magnolfi, Sebastiano Nerozzi e Nicoletta Parisi nello splendido Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, davanti a un’assemblea numerosa e attenta.
Nella sua introduzione, il cardinale Zuppi sottolinea l’urgenza di rilanciare una «Camaldoli europea», con partecipanti provenienti da tutto il continente, capace di parlare di democrazia e del futuro dell’Europa. Il contributo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella si conclude con un appello: «La difesa della civiltà europea – tutt’uno con lo sviluppo della sua società ed economia – richiede il coraggio di un salto in avanti verso l’unità».
PERCHÉ PARLARE DI EUROPA OGGI?
Viviamo in un passaggio d’epoca profondo, in un tempo che ha sdoganato la guerra e il mito della forza e del potere, ma che è anche alla ricerca di senso per recuperare la speranza.
La costruzione dell’Europa è stata un miracolo: Paesi che per anni si erano lacerati in lotte fratricide hanno saputo superare l’odio e ritrovare una solida alleanza, prima attraverso la cooperazione per il carbone e l’acciaio, poi con la creazione della Comunità economica europea, trasformata nell’Unione europea, e infine con l’adozione della moneta unica.
Non sono mancati cambi di direzione e battute d’arresto: dalla mancata approvazione della Comunità europea di difesa nel 1954, sostenuta da Alcide De Gasperi, al voto che ha portato alla Brexit nel 2016, fino alla mancata attribuzione all’Unione di competenze in materie fondamentali e al perdurare del diritto di veto, che ne limita l’efficacia sulla scena internazionale.

ANCHE GENOVA SI MOBILITA PER IL FUTURO DELL’EUROPA
Condividendo il pensiero dell’Associazione Nuova Camaldoli, a Genova è nato un gruppo di associazioni cattoliche e laiche, coordinato dalla Pastorale sociale e del lavoro, che ha approfondito il documento, soffermandosi in particolare sulla terza parte, dedicata alle «Politiche per un’Europa pacifica, equa e sostenibile». I temi affrontati comprendono il contrasto al declino demografico e il rafforzamento del modello sociale europeo, la promozione di un’economia integrata, sostenibile e inclusiva, la tutela dell’ambiente e le politiche climatiche, la costruzione della pace e la condivisione della sicurezza.
Il gruppo invita altre realtà ad approfondire e diffondere il documento, affinché possa nascere dal basso una mobilitazione capace di sostenere il sogno e gli ideali di un’Europa unita e solidale.
Il libro Un Codice per una nuova Europa sarà presentato a Genova mercoledì 11 novembre, alle ore 17.30, al Quadrivium. L’incontro sarà introdotto da don Carzino, Paolo Magnolfi e Nicoletta Parisi, e sarà seguito da una tavola rotonda.