Comunità diocesana
Un bel regalo per la nostra Chiesa
Domenica 15 novembre in Cattedrale 4 ordinazioni diaconali
Domenica 15 novembre sarà una giornata di festa per la nostra Comunità diocesana per il dono di quattro nuovi Diaconi. Stefano, Alberto e Marco riceveranno il diaconato permanente, assumendo stabilmente questo ministero, mentre Andrea compirà questo passo fondamentale nel percorso che lo condurrà a diventare presbitero.
Questo evento manifesta la natura stessa della Chiesa Popolo di Dio in cui ogni fedele ha ricevuto un dono, un Carisma che, messo a disposizione della Comunità, diviene un Ministero, un servizio.
In questo tessuto di corresponsabilità, trova il suo posto il ministero del Diacono, il cui significato profondo è racchiuso nell’etimologia stessa del nome: Diacono infatti significa Servo. Come tutti nella Chiesa i diaconi non esercitano un potere, ma in quanto collaboratori diretti del Vescovo, un servizio alla Chiesa diocesana in modo particolare nell’annuncio del Vangelo e nel servizio della Carità.
Le radici del diaconato risalgono alle prime comunità cristiane. Il libro degli Atti degli Apostoli racconta la scelta dei “Sette”, uomini di buona reputazione scelti appositamente per il servizio delle mense, affinché gli Apostoli potessero dedicarsi alla preghiera e alla Parola. Ma gli Atti ci mostrano anche come queste figure non si limitassero all’assistenza materiale: la storia del diacono Filippo che annuncia il Vangelo all’Etiope e lo battezza, ne è un chiaro esempio.
Con il Sacramento dell’Ordine Stefano, Alberto Marco e Andrea diventeranno loro stessi Sacramento: segno visibile ed efficace di Gesù, Parola del Padre e Servo dei suoi fratelli. Anche in loro, Annuncio e Servizio saranno due dimensioni strettamente intrecciate che si alimentano a vicenda.
Da alcuni anni poi c’è una coincidenza temporale che rende le ordinazioni dei diaconi ancora più significative: l’evento si colloca infatti nel contesto della Giornata Mondiale del Povero. Il messaggio scelto quest’anno da Papa Leone, dal titolo “Il Signore è rifugio del povero”, si sposa perfettamente con l’orizzonte spirituale del diaconato.
I nuovi diaconi infatti sono chiamati a essere segno e strumento di una Chiesa accogliente, che si fa rifugio per gli ultimi e gli emarginati, nella consapevolezza che si tratta di un cammino a doppio senso: se la Chiesa e il diacono servono il povero, è il povero stesso che aiuta la Chiesa a purificarsi, insegnandole la vera fiducia in Dio.
I profili di Andrea Ravasi e di Alberto Cambiaso su Il Cittadino n. 37
