Chiesa e Mondo
Tutti i Santi, i defunti e Halloween: non fermiamoci alle zucche!
La festa dei santi, la memoria di chi non c’è più e il fenomeno sempre più diffuso di Halloween:
riscoprire il senso cristiano di questi giorni senza cedere a paure o giudizi affrettati
C i sono giorni dell’anno in cui la morte e la vita si incontrano in modo particolare. Il primo novembre, solennità di Tutti i Santi, la Chiesa ci invita a guardare a quanti hanno raggiunto la pienezza della comunione con Dio. Il giorno successivo, la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, ci riporta invece al ricordo delle persone amate, alle assenze che fanno male, ma anche alla speranza cristiana della risurrezione. Due ricorrenze diverse, unite da un filo comune: la morte non è l’ultima parola.
La festa di Tutti i Santi non riguarda soltanto le figure straordinarie degli altari. Ricorda anche la moltitudine di uomini e donne che hanno vissuto il Vangelo nella quotidianità, spesso lontano dai riflettori. La santità, in fondo, non è un privilegio per pochi, ma una chiamata che attraversa ogni esistenza. La commemorazione dei defunti, a sua volta, non è soltanto un esercizio di nostalgia: è un gesto di affetto e di fede, una preghiera che affida a Dio chi ci ha preceduto, nella fiducia che l’amore non si esaurisca con la vita terrena.
Eppure, intorno a queste date, negli ultimi anni si è affermato sempre più Halloween, con le sue zucche intagliate, le streghe, i travestimenti e la consueta raccolta di caramelle. Un fenomeno che suscita, in ambito cristiano, reazioni diverse: c’è chi lo considera incompatibile con la fede e chi lo vive come una semplice occasione di divertimento.
Forse, però, la questione merita uno sguardo meno categorico. Demonizzare Halloween in quanto tale rischia di attribuire lo stesso significato a esperienze molto diverse. Un conto è partecipare a una festicciola in maschera, colorare una zucca o accompagnare i bambini a chiedere dolcetti; un altro è aderire a pratiche che esaltano la violenza, banalizzano il male o si spingono verso forme di occultismo. Confondere tutto non aiuta a comprendere il fenomeno, né a educare.
L’articolo integrale su Il Cittadino n. 37