Comunità diocesana
Il percorso condiviso in Valbisagno
A Montesignano, Staglieno, Sant’Eusebio e San Gottardo
il primo bilancio dopo un anno dall’avvio della Fraternità
Un anno per conoscersi, ascoltarsi e cominciare a costruire un cammino comune. La Fraternità di parrocchie che riunisce San Michele Arcangelo di Montesignano, San Bartolomeo Apostolo di Staglieno, Sant’Eusebio e San Gottardo ha raggiunto il suo primo anniversario. Un tempo ancora breve, dedicato soprattutto a conoscere le comunità, le persone e le diverse esperienze pastorali, per individuare le strade attraverso cui crescere insieme.
A guidare la fraternità è don Enrico Litigio, parroco moderatore, affiancato dagli aiuti pastorali don Francesco Mortola e, da pochi giorni, don Liju Puthusserry (Antony) Pappu, con il diacono cooperatore Primo Masè. Un’équipe chiamata a coordinare realtà che, pur condividendo il territorio e alcune esperienze, presentano caratteristiche ed esigenze differenti.
“Per questo primo anno ci siamo abbastanza limitati a osservare, con pochissime modifiche”, racconta don Litigio. Una scelta di gradualità, dettata anche dalla necessità di conoscere persone e luoghi. “Venire da un’altra parte senza conoscere nessuno è una cosa un po’ complicata. Dopo un anno, però, avendo un po’ il polso delle persone, delle realtà e dei posti, tutto diventa molto più semplice”. La conoscenza reciproca è stata dunque il primo passo, senza forzare i tempi né stravolgere abitudini consolidate. Anche l’organizzazione della vita pastorale richiede un equilibrio tra la presenza nelle singole parrocchie e la costruzione di una prospettiva condivisa. Sacerdoti e referenti delle comunità si incontrano indicativamente una volta al mese, mentre gli impegni dei presbiteri sono distribuiti in modo da garantire, per quanto possibile, una presenza nelle diverse realtà. La fraternità si fonda sulla collaborazione e sulla conoscenza personale e il lavoro d’équipe diventa progressivamente un modo naturale di vivere il ministero, più che una semplice divisione di compiti.
Dopo la fase iniziale di osservazione, il nuovo anno pastorale si apre con alcuni obiettivi concreti. Tra queste, valorizzare le esperienze che si sono dimostrate più stabili e significative: il gruppo giovani, la realtà scout presente, il gruppo storico di Azione Cattolica e il gruppo famiglie. L’intenzione è favorire occasioni di incontro e collaborazione, mettendo in relazione risorse che, seppure diverse, possono arricchirsi reciprocamente.
L’articolo integrale su Il Cittadino n. 37