Una fede che abita la città: l’impegno dei cattolici per il bene comune

(Foto di: Agesci Liguria)

Al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana il confronto promosso da AGESCI ha intrecciato memoria storica, integrazione e responsabilità educativa dei capi scout.

Quale contributo può offrire la fede alla vita della città? E come si traduce in partecipazione, servizio e responsabilità verso gli altri? Sono le domande al centro della tavola rotonda “Una fede che abita la città. Genova città profetica per l’impegno politico dei cattolici”, promossa il 9 ottobre al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana nell’ambito del Campo di Formazione Associativa AGESCI Cinque Terre.

L’incontro ha messo a confronto esperienze e competenze diverse, ripercorrendo la storia dell’impegno cattolico a Genova e interrogandosi sulle sfide del presente. A moderare il dibattito è stato Alberto de Sanctis, professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Genova, insieme a Cristina Lodi, assessora comunale al Welfare e ai Servizi Sociali, Emanuele Barisone, direttore della Fondazione Auxilium, e Adriano Patti, già magistrato della Corte di Cassazione e impegnato nell’educazione alla legalità e nella formazione socio-politica.

Il percorso storico ha richiamato figure significative della Chiesa genovese, da don Piero Tubino a don Andrea Gallo, fino al cardinale Giuseppe Siri. Esperienze e sensibilità differenti, accomunate dalla domanda sul rapporto tra fede, scelte pubbliche e trasformazioni sociali, hanno offerto l’occasione per riflettere sul ruolo dei cattolici nella costruzione della comunità cittadina.

Dalla memoria lo sguardo si è spostato sulle questioni attuali: integrazione, contrasto all’emarginazione, ascolto delle fragilità, tutela dei diritti e capacità di accoglienza. La politica è stata letta nella sua dimensione più ampia di cura della civitas, come responsabilità condivisa per una città nella quale ciascuno possa sentirsi parte della vita comune.

Il confronto ha avuto un significato particolare per i capi scout, chiamati a tradurre questi temi nella propria responsabilità educativa. La scelta politica, espressa nel Patto associativo AGESCI, invita infatti a vivere il servizio non soltanto come impegno personale, ma come attenzione al territorio e partecipazione alla costruzione del bene comune. Conoscere la storia dei luoghi, incontrare chi opera nelle realtà sociali e comprenderne le contraddizioni sono passaggi importanti per accompagnare ragazze e ragazzi verso una cittadinanza consapevole, fondata sulla solidarietà, sulla partecipazione e sulla pace.

Anche la scelta del MEI ha contribuito a dare significato all’iniziativa. Il museo, dedicato alla storia delle migrazioni italiane, richiama una dimensione centrale dell’identità genovese: una città segnata da partenze e arrivi, da incontri tra culture e dalla continua ricerca di forme di convivenza.

L’AGESCI, Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani, accompagna bambini, ragazzi e giovani nel percorso di crescita attraverso il gioco, l’avventura, la vita all’aperto e il servizio. In Liguria riunisce circa 6.500 soci, tra ragazzi e capi, distribuiti in una sessantina di gruppi. Gli adulti volontari sono impegnati nell’educazione delle nuove generazioni e nella propria formazione, con l’obiettivo di contribuire alla crescita di cittadini attenti alla comunità e al bene comune.

Informazioni: www.liguria.agesci.it – www.cfacinqueterre.it