Il Vangelo di domenica 12 luglio

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,1-9

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

1 ‑ La fecondità ‑ Tutti i giorni assistiamo al miracolo della fecondità, che rinnova la vita nell’universo spirituale e materiale. E non ce ne meravigliamo più! In effetti il miracolo è la norma di Dio: ‘Come la pioggia non ritorna al cielo senza avere fecondato la terra, così sarà della mia parola: non ritornerà a me senza effetto, senza avere operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata’ (Isaia). La natura è tutto un miracolo perché la misura con cui agisce Dio è essenzialmente creativa: realizza dal nulla il tutto. Si direbbe che la fecondità è un tripudio di Amore delle tre Persone divine!

2 ‑ La Parola ‑ La seconda Persona della Trinità, il Figlio di Dio fatto uomo, si chiama il Verbo, cioè la Parola‑azione di Dio: ‘Tutte le cose per mezzo di lui furono fatte, e senza di lui nulla fu fatto di ciò che esiste… Egli è la luce vera che illumina ogni uomo… E il Verbo si è fatto carne e ha dimorato fra noi; noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria che come unigenito ha dal Padre, pieno di grazia e di verità’ (Prologo del Vangelo di Giovanni). Tutte le creature sono state ideate nel Verbo e in vista del Verbo, infondendo in esse il dono della vita: lo Spirito Santo. 

3 ‑ In ascolto – La creazione è solo il preludio di un dialogo d’amore fra Dio e le sue creature. Egli vuole comunicare con noi e comunicarsi con noi per rivelarci il suo Amore.  Tutte le parole che salgono dalle creature, tutti i pensieri, le intuizioni, i palpiti della mente e del cuore umano sono espressioni della ve­rità e dell’amore di Dio. Anche la fede è un dono che ci permet­te di ascoltare Dio, di pensare con i pensieri di Dio, di vede­re tutto nella luce di Dio. Eppure l’uomo blocca spesso questa capacità naturale e soprannaturale di ascoltare Dio: ‘Il cuore di questo popolo si è indurito, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi per non vedere e non sentire e non intendere con il cuore e convertirsi e io li risani’ (Isaia)!

4 ‑ La parabola – Il seminatore, il seme, il terreno… Ogni cuore è il terreno dove Dio deposita la sua Parola. C’è il cuore superficiale e disattento, arido e incolto, dissipato; ma c’è anche il cuore disponibile, attento, che ha sete della Parola, cerca e riflette: ‘La terra buona rappresenta coloro che, avendo ascoltato la Parola con cuore buono e sincero, la custodiscono e portano frutto con la loro coscienza perseverante’ (Luca). L’educazione dell’uomo dipende evidentemente dalla salute del proprio cuore.

5 ‑ Due domande ‑ La prima riguarda proprio il mio cuore: con quale atteggiamento accolgo la Parola di Dio? Permetto a Dio di parlarmi, entrare liberamente e agire oppure frappongo ostacoli e piccole a­stuzie per eludere il discorso e far finta di non sentire? La seconda domanda concerne il cammino compiuto per conoscere la Parola di Dio. Ho letto, almeno una volta, il Vangelo? Non sarà giunto il momento di iniziare una lettura sistematica di tutta la Sacra Scrittura per rendermi conto finalmente in chi e in che cosa credo?