Comunità diocesana
Progetto Caritas: scuole d’italiano in ogni quartiere
Occorrono volontari per l’insegnamento nelle zone più periferiche
Non solo nel cuore della città, ma in ogni quartiere e oltre i confini del centro. Le scuole di italiano per stranieri adulti della Caritas Diocesana di Genova lancia una sfida ambiziosa: portare l’istruzione esattamente dove serve, riducendo le distanze fisiche e sociali. Con una popolazione studentesca proveniente da 5 continenti e 84 nazioni, composta da tanti laureati, professionisti e qualche analfabeta, la rete di scuole Caritas cerca ora nuove braccia e nuove menti nelle diverse delegazioni cittadine e in vallata. Marco Pinna ne è il coordinatore.
Marco, attualmente contate 15 scuole e 700 studenti ma il vostro obiettivo è andare oltre. Perché?
La nostra visione è chiara: vorremmo creare tante piccole scuole locali là dove ce n’è più bisogno. Non vogliamo che uno studente debba attraversare tutta la città per imparare l’italiano. Pensiamo a realtà come Pontedecimo, Bolzaneto, Busalla, Voltri, Pegli, Struppa. Per riuscire a fare questo, però, ci servono volontari che abitino in queste località, persone che conoscano il proprio quartiere e vogliano renderlo più inclusivo.
Chi sono i volontari che state cercando? Serve un titolo specifico?
Oggi abbiamo circa 160 volontari ma per coprire capillarmente delegazioni e l’entroterra ne servirebbero altri 30. Portano avanti le attuali 15 scuole diverse comunità, il M.A.S.C.I. – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, comunità parrocchiali e singoli cittadini. Solo un terzo dei volontari era docente, tutti gli altri facevano altro. Non cerchiamo necessariamente linguisti o ex docenti, ma cittadini motivati. Il compito è quello di accompagnare una classe di una dozzina di allievi con competenze linguistiche omogenee due volte alla settimana per due ore ad ogni incontro. La maggior parte dei nostri 700 studenti, è abituata allo studio ed apprende in fretta: abbiamo infatti tra i 700 iscritti ben 226 laureati e 200 diplomati. Insegnare a chi ha già una formazione alta è stimolante e richiede soprattutto voglia di mettersi in gioco e capacità di dialogo.
Che livelli di lingua gestiscono le vostre scuole?
Svolgiamo corsi su 7 livelli di competenza linguistica italiana: PreALFA, A0, A1, A2, B1, B2, C1 in 55 classi. Abbiamo anche 4 classi di conversazione per gli studenti che hanno già conseguito un buon livello linguistico di italiano: lo scopo è perfezionare la lingua parlata, quella che serve per trovare un lavoro all’altezza dei titoli di studio che già possiedono.
È un passaggio cruciale per evitare lo spreco di competenze di questi professionisti stranieri.
Perché un cittadino di Pontedecimo o di Busalla dovrebbe decidere di dedicare il suo tempo a questo progetto?
Perché una persona che parla italiano è una persona integrata, che partecipa alla vita del quartiere e non resta ai margini. Creare una piccola scuola a Busalla o a Pontedecimo significa migliorare la coesione sociale di quella zona.
È un investimento sulla sicurezza e sulla ricchezza culturale del territorio in cui si vive. Intendiamo rafforzare i servizi in tutte le 15 scuole attuali ma chiediamo in particolare a chi abita a Ponente, in Val Polcevera, in Val Bisagno o in Valle Scrivia di farsi avanti per aprire nuove scuole. Bastano poche ore a settimana. La Caritas fornisce il supporto e il metodo; il volontario ci mette la vicinanza fisica e l’accoglienza. È un modo per dire: “La mia comunità non ha paura di incontrarti, ma ti aiuta a diventarne parte”.
Cosa deve fare chi vuole avere maggiori informazioni su questo servizio?
Il sito internet www.scuoleitalianocaritasgenova.org è sempre aggiornato e consente di scoprire dove sono le 15 scuole attuali e i loro orari e offre maggiori informazioni su servizi per i migranti offerti dal Comune di Genova, dalla Caritas Diocesana e dalle ACLI. È possibile anche inviare un messaggio WhatsApp e chiamare il numero di cellulare delle scuole 3294498911.
