Chiesa e Mondo
Lumen Gentium oggi: laici soggetti corresponsabili della vita della Chiesa
A più di mezzo secolo dalla sua promulgazione, la Lumen Gentium continua a rappresentare uno dei pilastri del rinnovamento ecclesiale avviato dal Concilio Vaticano II. In particolare, il capitolo dedicato ai laici offre ancora oggi spunti decisivi per comprendere il loro ruolo nella Chiesa e nel mondo contemporaneo, tra corresponsabilità, testimonianza e impegno nella vita quotidiana. In un contesto segnato da profondi cambiamenti culturali e sociali, interrogarsi su come questi principi si traducano concretamente diventa essenziale. Ne abbiamo parlato con Giancarlo Torre, referente diocesano del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, che ci aiuta a rileggere l’attualità di queste indicazioni alla luce delle sfide odierne.
“Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”: come si declina oggi questa missione nei diversi ambiti della vita sociale?
“Trattare le cose temporali ordinandole secondo Dio” si può tradurre: non puoi separare la vita spirituale dalla vita sociale, la fede va vissuta nella realtà quotidiana. Non significa essere modelli di perfezione ma essere credibili negli ambiti in cui agiamo. Allora possiamo farci parecchie domande: in famiglia viviamo relazioni fondate su amore, rispetto, perdono? educhiamo i figli alla responsabilità e alla libertà? Come cittadini siamo impegnati per il bene comune, per i diritti delle persone, per la pace? Siamo per una economia solidale, per un consumo responsabile? Siamo soggetti attivi esercitando il diritto e dovere di andare a votare? Sul lavoro siamo “calzolai” convinti che le scarpe migliori non sono quelle con disegnata la croce ma che non fanno acqua quando piove? Si potrebbe continuare interrogandoci sul rapporto con i media, la cultura, le fragilità, come abitiamo questo nostro mondo.
“I laici sono partecipi, a modo loro, della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo”: quali conseguenze comporta questa triplice partecipazione per il ruolo dei fedeli nella Chiesa contemporanea?
Vedo la funzione sacerdotale come “offerta” di vita: gioie, fatiche, lavoro, servizio possono diventare preghiera. Allora è più facile che l’Eucarestia, la Parola, la partecipazione alla liturgia siano il centro della nostra esperienza di fede. La funzione profetica è testimonianza di coerenza nella vita di tutti i giorni, per cui diventa spontaneo diventare segni viventi del Vangelo difronte alle persone con cui entriamo in relazione. Infine, la funzione regale è esercitare una leadership di servizio, che mette il centro non su noi stessi, che sarebbe leadership di potere, ma sulle persone e sul creato che ci circondano.
“Spetta alla loro coscienza, già convenientemente formata, di inscrivere la legge divina nella vita della città terrena”: quali sfide emergono oggi nel rapporto tra fede e società civile?
Prima di tutto bisogna prendere atto che oggi, soprattutto nella cultura delle società occidentali, la religione ha perso la sua centralità e la fede rischia di essere relegata alla sfera privata. La sfida più delicata tra “legge divina” e “città terrena” oggi è fare dialogare la fede e società civile su valori come la dignità di ogni uomo, la accoglienza, le povertà, i diritti individuali quali bioetica, modelli di famiglia, identità di genere, il dialogo interculturale, l’etica e la tecnologia. Per avere una voce autorevole è necessario liberarsi da ogni legame identitario che cerca di usare la fede come una bandiera sotto la quale combattere e dall’altra liberarsi da compromessi e scandali che hanno minato il senso di fiducia nelle istituzioni religiose.
In che modo la Chiesa può valorizzare maggiormente il contributo dei laici nei processi decisionali e pastorali, alla luce di quanto afferma la Lumen Gentium?
La “Lumen Gentium ” è lo spartiacque decisivo tra una Chiesa “gerarchica” e una Chiesa “popolo di Dio” in cui, in virtù del proprio battesimo, ogni fedele in base ai singoli carismi, partecipa pienamente alla missione della Chiesa. Il cammino sinodale sulla sinodalità ha ulteriormente rinforzato le indicazioni della Lumen Gentium. Ai laici si chiede di passare da essere collaboratori/esecutori a essere soggetti corresponsabili per cui ne consegue la necessità di rinforzare e rendere pienamente operativi gli organi di partecipazione a tutti i livelli: diocesano, vicariale, parrocchiale; investire nella formazione comunitaria di presbiteri, consacrati, laici; assumere la sinodalità come stile di ascolto reciproco e di cammino condiviso; il discernimento comunitario come strumento per orientare le scelte pastorali.
