Genova e Liguria
Giustizia Riparativa: nuovo centro in via Mascherona
Taglio del nastro per una realtà chiamata ad annodare fili spezzati. È stato inaugurato mercoledì 17 giugno 2026 in Via Mascherona 21, a Genova, il primo Centro per la Giustizia Riparativa e la mediazione tra autore di reato e vittima nel distretto della Corte d’Appello di Genova, che abbraccia la Liguria e la provincia di Massa Carrara.
Il nuovo Centro nasce dalla collaborazione tra Comune di Genova e Terzo settore, in particolare l’Associazione Il Nodo Parlato, che si occupa di mediazione familiare ed è ente capofila del progetto, il Circolo Vega e la Fondazione Auxilium.
All’inaugurazione hanno presenziato Alessandro Terrile, vicesindaco del Comune di Genova, e Cristina Lodi, Assessore al Welfare, Luca Petralia, Vicedirettore Anci Liguria, Marco Cafiero, Garante dei Detenuti per il Comune di Genova, Alfredo Di Silvestro, responsabile de Il Nodo Parlato e Paolo Parodi, in rappresentanza di Auxilium.
Il progetto viene avviato in via sperimentale per un anno: “I primi tre mesi saranno dedicati alla definizione di procedure condivise – spiega il Comune – mentre a regime il Centro offrirà programmi di giustizia riparativa e mediazione tra autore del reato e vittima, costruzione di reti e protocolli d’intesa con il Tribunale e l’UEPE – Ufficio Esecuzione Penale Esterna; attività di formazione e sensibilizzazione sul territorio. I locali di via Mascherona 21, di proprietà comunale, rappresentano un chiaro esempio di valorizzazione e restituzione alla cittadinanza del patrimonio pubblico all’interno di processi di sussidiarietà orizzontale. Le attività del Centro, configurate come Livelli Essenziali delle Prestazioni per garantirne l’uniformità sul territorio, saranno gestite da mediatori esperti iscritti all’elenco nazionale, supportati da un massimo di tre interpreti per garantire la piena accessibilità linguistica.”
«L’inaugurazione di oggi – ha sottolineato l’assessore Lodi – segna un passo fondamentale per il sistema di welfare della nostra città. Garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni significa non lasciare solo nessuno: né chi ha subito un trauma e chiede ascolto, né chi deve intraprendere un percorso di reinserimento e consapevolezza. Grazie alla co-progettazione con il Terzo Settore, attiviamo un presidio che non si limita ad assistere, ma rigenera il tessuto umano, intercettando le fragilità prima che diventino marginalità e offrendo alla comunità strumenti reali di cura e coesione sociale»
La giustizia riparativa, si legge sul sito del Ministero della Giustizia, “non si sostituisce al processo penale né ne altera le garanzie, ma offre alle parti coinvolte dal reato un percorso parallelo, autonomo e volontario, fondato sul consenso, sulla partecipazione attiva e sull’intervento di un terzo imparziale: il mediatore esperto in programmi di giustizia riparativa, iscritto nell’apposito elenco.” Essa è “orientata a promuovere il riconoscimento della vittima, la responsabilizzazione della persona indicata come autore dell’offesa e la ricostruzione dei legami sociali incrinati dal fatto di reato” offrendo “uno spazio di ascolto, dialogo e riparazione.”