Comunità diocesana
Oltre il prestito, accanto alle persone
BILANCIO SOCIALE DELLA FONDAZIONE ANTIUSURA – IL RACCONTO DELLE NUOVE POVERTÀ
Una comunità che accompagna, sostiene e prova a intercettare nuove forme di povertà. È questa l’immagine che emerge dal Bilancio Sociale 2025 della Fondazione Antiusura Santa Maria del Soccorso, che racconta un anno di intensa attività accanto a famiglie e persone in difficoltà economica, confermando come il contrasto all’usura oggi passi sempre più dalla prevenzione, dall’educazione finanziaria e dall’accompagnamento delle situazioni di sovraindebitamento.
Un sovraindebitamento irreversibile
Un dato che, a prima vista, potrebbe sembrare incoraggiante, ma che la Fondazione interpreta in modo diverso. Secondo l’analisi contenuta nel Bilancio Sociale, infatti, alla diminuzione delle richieste di credito non corrisponde una riduzione della povertà. Al contrario, cresce il numero delle persone che vivono condizioni di sovraindebitamento irreversibile, tanto da non possedere più i requisiti minimi per accedere nemmeno ai prestiti etici garantiti dalla Fondazione.
La questione “casa”
La principale causa di indebitamento continua però a essere rappresentata dalla casa. Mutui, affitti arretrati e rischio di perdere l’abitazione costituiscono le situazioni più frequentemente affrontate dalla Fondazione. Per questo motivo nel 2025 sono stati rafforzati i rapporti con A.R.T.E. – Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia e sono stati avviati confronti con il Comune di Genova per sviluppare nuovi strumenti di sostegno alle famiglie più fragili. Parallelamente prosegue il lavoro con avvocati e commercialisti per individuare soluzioni che consentano, quando possibile, di evitare sfratti ed esecuzioni immobiliari.
Il gioco d’azzardo
Un capitolo importante del Bilancio Sociale è dedicato al gioco d’azzardo, definito uno dei principali fattori di impoverimento delle famiglie. Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2025 in Liguria sono stati giocati 3,9 miliardi di euro, dei quali 1,9 miliardi nella sola provincia di Genova.
L’esperienza maturata dalla Fondazione evidenzia come circa il 30% dei casi di sovraindebitamento presi in carico presenti un collegamento diretto con il gioco d’azzardo patologico, una percentuale che potrebbe essere persino sottostimata, poiché il fenomeno rimane spesso nascosto dalla vergogna e dal silenzio delle famiglie.
Progetti e obiettivi
Per questo la Fondazione ha intensificato le attività di educazione finanziaria nelle scuole, proponendo laboratori e incontri dedicati agli studenti per promuovere una maggiore consapevolezza nella gestione del denaro e nella prevenzione dell’indebitamento.
Quando il debito non è più sostenibile, la Fondazione continua comunque ad accompagnare le persone attraverso gli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, offrendo un percorso che consenta di affrontare il sovraindebitamento e, ove possibile, ricostruire una prospettiva economica.
Il 2026 rappresenterà un anno particolarmente significativo. Oltre all’avvio del progetto “RUT – Fondati sul Lavoro”, promosso insieme a Caritas Diocesana di Genova, ACLI e Società Operaie Cattoliche per sostenere le persone in situazione di povertà lavorativa e sanitaria, la Fondazione celebrerà il trentennale della propria costituzione. Appuntamento il prossimo martedì 20 ottobre alle 9 alla Sala Quadrivium.