Il Vangelo di domenica 6 settembre

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

1 ‑ La sentinella di Dio – Anche il profeta Ezechiele è chiamato da Dio a un compito assai arduo: ‘Figlio dell’uomo, io ti ho costituito senti­nella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia’. Se il profeta non adempirà con fe­deltà il suo ufficio, il Signore lo considererà responsabile della rovina dell’empio: ‘della sua morte chiederò conto a te’. C’è già stato duemila anni fa un ‘Figlio dell’uomo’ – Cristo redentore – a cui il Padre ha chiesto conto della morte spirituale di tutta l’umanità: Egli ha saldato il conto con la sua morte in Croce. Stando misticamente in Croce sino alla fine del mondo, Gesù fa da sentinella per il popolo dei salvati. Ma anche noi tutti dobbiamo essere sentinelle di Dio, insieme a Lui, nei confronti della propria anima e dei fratelli che hanno sbagliato. Essere veramente sentinella significa sentirci responsabili della salvezza di tutti.

2 ‑ Il debito dell’amore ‑ L’amore è l’unico debito che ci lega agli altri. Ce lo ripete Paolo: ‘Fratelli, non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole’. Esso è un vinco­lo talmente forte che, per quanto mi sforzi di allentarlo o re­ciderlo, non riuscirò mai a spezzarlo. Il tormento interiore che mi macera salutarmente ogni giorno, e talvolta manda in crisi la mia coscienza, è la denuncia palese che questo ‘debito’ non è stato ancora onorato del tutto! Ebbene, c’è un debito, ossia un legame d’amore, anche con il fratello che ha mancato perché ha offeso l’amore? Questo debito lo saldo con il perdono.

3 ‑ La correzione fraterna ‑ Se uno ama davvero, non si arrende di fronte al fratello che sbaglia, anzi, raddoppia l’affetto e le premure: prima a tu per tu, poi con una o due perso­ne ‘qualificate’ per il loro ruolo, in terza istanza con l’aiuto della comunità. La correzione, fatta nel modo dovuto e con vero cuore, è l’atto supremo d’amore. Essa impedisce che situazioni sbagliate diven­tino irrimediabili. La correzione è una mano tesa da amico e fratello: non per condannare, ma per salvare. Se non posso fare altro, posso già perdonarlo pregando per lui.

4 ‑ Punti concreti – Ecco il criterio per giudicare se l’amicizia è vera o superficiale: i veri ami­ci hanno il coraggio di correggersi a vicenda dicendo la verità, cioè se sono pronti a dare e ad accettare la correzione. In tal modo si tiene vivo e si rigenera continuamente il dialogo tra marito e moglie, tra fratelli e sorelle, fidanzati, amici e colleghi, membri ­di un gruppo e di comunità. Dopo la correzione, i rapporti si rafforzano e diventano più genuini. Non c’è perdono cristiano che non debba esso stesso essere una forma di correzione fraterna. Ignorarci è peggio che non perdonarci.

5 ‑ Legare e sciogliere ‑ Il Vangelo estende il potere di legare o sciogliere a tutta la comunità. Non è il ‘potere’ di rimettere i peccati, affi­dato al ministero dei sacerdoti, ma di un ministero di verità, amore e riconciliazione che impegna tutti al perdono re­ciproco. Ecco S. Agostino: ‘Ama e, ciò che vuoi, fallo pure. Se tu taci, taci per amore; se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia ­in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere che il bene’ (Comm. I Lettera Giovanni 7,8).