Il Vangelo di domenica 2 agosto
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14,13-21In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
1 – Tutti assetati e affamati – Il profeta Isaia rivolge questo appello del Signore al cuore di tutti gli uomini, insaziabilmente affamati e assetati di felicità: ‘Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide’. E tutto questo in modo assolutamente gratuito: ‘Perché spendete denaro per ciò che non sazia’? Anche S. Agostino, uomo assetato per eccellenza dell’acqua viva dell’eterno amore, ci provoca con questa domanda: ‘Che cosa cerchi al di fuori di quello che sei, quando è in tuo potere essere ciò che cerchi’ (Esp. Sal. 41,1)?
2 – Nulla ci separa da Dio – S. Paolo, da parte sua, ci assicura che nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio: ‘Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze né altezza né profondità, né alcun’altra creatura può separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù (Lettera ai Romani). Dio infatti è fedele alle sue promesse ed è l’unico che può garantirci con assoluta certezza questo risultato: la salvezza eterna. Su questa assoluta certezza poggia tutta la nostra fede.
3 – La moltiplicazione dei pani – Per giungere a tanto, Gesù compie anche il miracolo di ‘moltiplicare’ i pani e i pesci per una moltitudine di migliaia di persone. Dio è in grado di sfamare la fame del corpo e dello spirito di tutti gli uomini! A lui bastano ‘cinque pani e due pesci’ della nostra buona volontà per moltiplicare le nostre energie a vantaggio di tutti. Questo è il ‘miracolo quotidiano’ dentro di noi: i cinque pani sono i nostri sensi, i due pesci sono l’intelligenza e la volontà. Offriamoli al Signore e li moltiplicherà per il bene di tutti. Anche gli ‘avanzi’ della moltiplicazione vanno reimpiegati: nulla deve essere sprecato. Insomma, tutte le energie della vita e i frammenti del tempo servono a moltiplicare il bene a vantaggio di tutti.
4 – Date voi stessi da mangiare – A una prima lettura, l’invito di Gesù ci impegna a collaborare con Dio solo nella distribuzione dei beni della terra perché a nessuno manchi il necessario per vivere. Ed è già molto, ma non tutto. Talvolta infatti il Signore ci chiede di ‘darci a mangiare agli altri’, cioè invita a donare totalmente la nostra vita: come ha fatto Lui sulla Croce! La vita è veramente tutta da donare: solo così si moltiplica incessantemente: più si dona più cresce.
5 – Punti concreti – Si tratta di compiere tutte le quattordici opere di misericordia: a) sette corporali (dare da mangiare e da bere, offrire indumenti e alloggiare i senza-tetto, visitare i malati e i carcerati, seppellire cristianamente i morti; b) sette spirituali (consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e i per i morti. Questo è il vasto campo della carità cristiana, che moltiplica all’infinito il bene.
