Piccole imprese, come “muretti a secco”

Expandere Liguria di Compagnia delle Opere: al centro la sinergia e il confronto

Chiedi a un imprenditore genovese come sta. E userà una metafora. Perché essere genovesi è anche questo: conoscere la concretezza e non avere altre parole per descrivere la realtà.
Sono passate le sei del pomeriggio. L’aria è tersa su Genova. Oltre la Sopraelevata (“Tutta questa bellezza la rovina un po’”, scherza Andrea Di Marco dal palco nel giardino di Villa del Principe) il profilo del Ponente ligure, e dietro ancora, quello delle Alpi, si appoggiano alla linea dell’orizzonte.
Duecento titolari e collaboratori di piccole imprese e opere sociali di Genova e della Liguria hanno terminato da poco di dialogare fra loro. Seduti a quindici tavoli rotondi. Tutti alla pari. Hanno parlato di persone, di relazioni e di sostenibilità. E lo hanno fatto dopo aver ascoltato le storie di tre imprese di successo nel campo della ristorazione, della dermocosmesi e dell’edilizia e dopo aver apprezzato la visione del presente e del futuro che l’avvocato Giovanni Lega ha proposto loro. E’ Expandere Liguria, l’evento annuale organizzato da Compagnia delle Opere che associa in Liguria trecento realtà, per lo più imprese piccole e medie e opere attive nel sociale come enti del terzo settore; una occasione di formazione ma soprattutto “una palestra”, così la definisce all’inizio della giornata il presidente ligure di CdO, Benedetto Lonato, “per provare ad affrontare le sfide del fare impresa insieme, senza giudizi, ma cercando di capire come fare per fare sempre meglio e continuare a cambiare il pezzetto di mondo in cui lavoriamo”.
“Siamo resilienti come i nostri muretti a secco noi imprenditori genovesi” è la metafora del consulente per l’intelligenza artificiale Enrico Pittaluga, intercettato fra i tavoli, “sappiamo andare nella profondità delle cose, perché la concretezza ci fa restare ancorati ai valori, pur con lo sguardo al futuro. Viviamo apprensione e confusione come tutto il resto del mondo ma con un certo distacco dall’entusiasmo per la tecnologia. Poco fa un imprenditore ha raccontato che ha fallito ed è ripartito grazie alle persone che aveva intorno. Ecco, questa è la concretezza, e io qui l’ho trovata”.
Compagnia delle Opere propone a chi fa impresa di farla insieme. Trasformando le sfide (incertezza e trasformazioni repentine) in occasioni di lavoro condiviso. E generando uno spazio in cui la “fiducia possibile” permette di allargare gli orizzonti oltre la fatica della gestione quotidiana, promuovendo la costruzione di relazioni utili e generative. Anche al tempo dell’intelligenza artificiale e della guerra diffusa.

L’articolo integrale su Il Cittadino n. 23