Formazione permanente, quale bilancio?

Venerdì 22 maggio nel Salone dell’Episcopio si è svolto l’incontro di restituzione della formazione diocesana permanente 2025/2026 con i circa 100 facilitatori che hanno coordinato i tavoli per la conversazione nello Spirito nei 5 incontri e nelle 8 sedi collegate.
Guidati dall’équipe sinodale, alla presenza di p. Marco Tasca e di don Gianfranco Calabrese, vicario per la missionarietà e l’annuncio del Vangelo che ha sovrinteso al percorso formativo, i facilitatori – laiche, laici, sacerdoti, religiose e religiosi – hanno lavorato anche in questo caso ascoltandosi in piccoli gruppi secondo la modalità sinodale e sintetizzando alcune risonanze sull’esperienza di quest’anno, tra elementi positivi e criticità.
Tra i primi, ricorrono l’importanza della condivisione, l’ascolto reciproco, la gioia di conoscersi e riconoscersi incontro dopo incontro, la qualità dei relatori, la maggiore aderenza delle domande pensate per i tavoli agli interventi svolti, l’utilità del ricondurre ogni incontro a quello precedente e al quadro di insieme.
Tra le criticità, come già lo scorso anno, figurano la fatica di riportare in parrocchia la bellezza dell’esperienza vissuta e i temi degli incontri, la sensazione che, malgrado una maggiore capillarità delle sedi formative sul territorio, la formazione resti una realtà colta da un numero limitato di persone – quest’anno 3.500 le presenze totali al percorso – la scarsa presenza di giovani e di preti, i tempi stretti per confrontarsi e la difficoltà di fare sintesi.
Sugli aspetti migliorabili e le difficoltà da accogliere primeggiano però alcune parole che sottolineano il dono prezioso di questo percorso e la richiesta di continuarlo per la crescita della comunità diocesana: speranza, desiderio, gioia di esserci e di percepire la presenza dello Spirito non solo nelle parole dei relatori ma nei pensieri di quanti hanno condiviso la conversazione ai tavoli.