Il Vangelo di domenica 5 aprile
DOMENICA DI PASQUA «RESURREZIONE DEL SIGNORE» – MESSA DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,1-9Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

1 – Il sepolcro vuoto ‑ Simon Pietro e Giovanni, informati dalla Maddalena, corrono al sepolcro la mattina di Pasqua e vi entrano per primi: lo trovano vuoto, ma notano la sindone e le bende, usate per la sepoltura di Gesù, poste con cura ai lati del letto tombale. Per Giovanni questo è il ‘segno’ chiaro, lasciato da Gesù come documento della sua risurrezione: ‘Egli vide e credette’! Anche oggi il segno non cambia: il sepolcro vuoto di Gesù è la prova che Egli è risorto ed è vivente in mezzo a noi. Tutto il creato è scosso da un nuovo fremito di vita divina: la morte è definitivamente vinta. Questo è il vero messaggio della Pasqua da tradurre nella vita di ogni giorno.
2 – Vita nuova ‑ La risurrezione di Gesù non riguarda soltanto il ritorno alla vita del suo corpo, ma è la vittoria definitiva sulle cause che hanno introdotto la morte nel mondo. Ecco il senso centrale della Pasqua cristiana: l’uomo risorge dal male e, per grazia di Gesù, non morirà più nello spirito! Per questo Gesù dona agli apostoli, riuniti la sera di Pasqua nel cenacolo, il potere di far risorgere i morti nel peccato: ‘Ricevete lo Spirito Santo. A coloro ai quali rimetterete i peccati saranno rimessi, a coloro ai quali li riterrete saranno ritenuti’. Vivere da risorti significa possedere stabilmente la vita di Dio nel profondo del cuore.
3 – Il mio momento ‑ La grazia pasquale del Risorto è già pronta anche per me, per ciascuno, per tutti. Allora, perché rimandare l’appuntamento con la misericordia di Dio? Perché continuare a dire che non ce la faccio a spezzare i legami con il peccato o con situazioni di stallo? ‘Fratelli – dice Paolo – se siete risorti con Cristo (nel battesimo), cercate le cose di lassù, pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio’. Morti al peccato, viventi in Gesù Risorto per sempre.
4 – Sono sempre con voi ‑ Il secondo aspetto del mistero pasquale, vissuto in profondità nelle comunità dei primi secoli e oggi alquanto offuscato, è la continuità della presenza di Gesù Cristo in mezzo a noi. Il Risorto riempie il mio cuore e la mia vita; è nella mia casa, in ufficio, in fabbrica, guida il cammino dell’umanità e anima tutte le comunità ecclesiali! Io non sono mai solo a lottare e sperare: Cristo risorto è un tutt’uno con me.
5 – Punti concreti ‑ La risurrezione ha dei nomi ben precisi ed è una meta da raggiungere nella sua totale realizzazione. Essa è pace (vittoria sulla guerra), giustizia (vittoria contro la sopraffazione dei diritti e la violenza), condivisione (vittoria sugli egoismi e sperperi che affamano una parte dell’umanità), unità (vittoria sull’invidia, le discriminazioni, le contese), speranza (vittoria sulle debolezze, dubbi, scoraggiamenti). Ecco i punti concreti della Pasqua, che dura perennemente e trasforma il mondo in un unico ‘giorno ottavo’, in cui Cristo risorge e tutti gli uomini risorgono con Lui.
