Il Vangelo di domenica 8 febbraio

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16
 
 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

1 – La fonte ‑ S. Paolo afferma che la testimonianza dell’amore infinito di Dio Padre per le sue creature è duplice: a) Gesù Cristo, e questi crocifisso; b) lo Spirito Santo, che è la manifestazione della sua potenza e grazia. Essi dunque sono le due braccia del Padre, cioè la duplice fonte da cui promana la luce della vita divina e il sale della sapienza celeste: la carità.

2 – Il sale ‑ La sua funzione, umile ma indispensabile, è di dar sapore ai cibi e di conservarli. Il sale della divina sapienza dà senso, gusto e sapore a tutte le azioni umane: il sale della verità, della bontà, dell’eternità. Gli antichi sancivano la sacralità dei patti e dei contratti con il sale perché garantiva la fedeltà assoluta alle promesse. C’è anche il sale della Croce, cioè la sapienza del sacrificio, del dono di sé, delle virtù difficili, del dolore espiatorio, della perseveranza…Esso purifica le impurità del cuore, conserva intatta l’intelligenza e la volontà, espande la libertà spirituale. Il cristiano deve essere il ‘sale’ della terra!

3 – La luce ‑ La sapienza divina del Vangelo è ‘luce intellettual, piena d’amore’ (Dante). Il vero credente è persona illuminata nel­la mente, luminosa nel cuore e nel corpo, colma di calore umano e di trasparenza nei rapporti con gli altri. Questa luce fuga ogni tipo di tenebra: l’ignoranza, la ceci­tà colpevole, la diffidenza, l’odio. Chi è nella luce sa dove va e perché compie una azione; non è mai superficiale; usa a fondo l’intelligenza del cuore; cerca di dare motivazioni valide al suo comportamento. Sa dare anche una spiegazione al male e agli errori umani: tutto è in funzione del bene. La luce che irraggia intorno sono le opere buone, il buon esempio.

4 – La città sul monte – Sì, il cristiano è come la città posta sul monte o la luce che illumina la stanza perché riflette Cristo a tutti. Egli è un altare al cospetto del mondo, così come lo sono i paesini antichi, arroccati sulle alture. Non può isolarsi dalla realtà; al contrario, è chiamato a farsi carico in prima persona dei problemi degli altri; non si vergogna di manifestare con naturalezza e coraggio le proprie convinzioni di fede, dandone ragione a chi glielo chiedesse. Liberiamoci dunque da qualsiasi forma di rispetto umano e di sudditanza psicologica.

5 ‑ Punti concreti ‑ a) In questo momento di profonda crisi dei valori (vi­ta, natura, famiglia, autorità, diritti e doveri, altruismo, Dio) siamo chiamati a offrire un comportamento ineccepibile: senso di responsabilità, chiara visione delle priorità e delle urgenze, impegno duraturo; b) nella gamma vastissima delle scelte possibili, è bene privilegiare quegli aspetti in cui è più urgente una buona testimonianza: la scuola, la cultura, il mondo del lavoro e della politica, il recupero sociale; c) al materialismo dobbiamo opporre lo spiritualismo, alla pura e alienante socialità contrapponiamo la valorizzazione della persona e del singolo, come punto di riferimento di tutta l’azione sociale in un aperto rapporto di amicizia e amore.