Dalla Rerum Novarum all’intelligenza artificiale: la Dottrina Sociale parla al presente

IL LIBRO DI BENEDETTO DELLE SITE A PALAZZO DELLA MERIDIANA IL 6 NOVEMBRE

Che cosa significa mettere la persona al centro dell’economia? E come conciliare innovazione tecnologica, dignità del lavoro e responsabilità delle imprese? Sono interrogativi che attraversano il dibattito contemporaneo, ma che affondano le radici in una riflessione avviata dalla Chiesa oltre un secolo fa. È questo il filo conduttore del libro di Benedetto Delle Site, “La Dottrina Sociale della Chiesa. La profezia di Leone XIII ai tempi di Leone XIV” (Historica – Giubilei Regnani), con la prefazione del cardinale Angelo Bagnasco.
Il punto di partenza è il 1891, quando Leone XIII pubblica la “Rerum Novarum”. L’Europa vive le profonde trasformazioni della rivoluzione industriale: crescono le fabbriche, cambiano i rapporti sociali e la questione operaia diventa centrale. L’enciclica affronta i diritti e i doveri dei lavoratori e degli imprenditori, il giusto salario, la proprietà privata e il ruolo delle associazioni, proponendo una prospettiva che rifiuta di ridurre la persona a semplice strumento della produzione. Delle Site torna a quella stagione, raccogliendo anche altri testi del magistero di Leone XIII, per mostrare come la Dottrina Sociale non sia soltanto una risposta alle tensioni dell’Ottocento. Il suo messaggio interroga ancora il presente, in cui algoritmi, automazione e intelligenza artificiale promettono nuove opportunità, ma sollevano domande sulla qualità del lavoro, sulle disuguaglianze e sulla distribuzione dei benefici del progresso.
Il richiamo a Leone XIV, già nel titolo, invita a leggere questa eredità alla luce di una nuova fase di cambiamento. I problemi non sono identici a quelli dell’industrializzazione, ma resta aperta la stessa domanda di fondo: quale posto occupa l’essere umano in un sistema economico che cambia rapidamente? “Quale idea di uomo anima lo sviluppo?”, si domanda Delle Site. La questione riguarda le scelte concrete di chi dirige un’impresa, di chi lavora, di chi amministra la cosa pubblica. Innovare non significa soltanto aumentare produttività ed efficienza: significa anche interrogarsi sulle conseguenze sociali delle decisioni e sulla possibilità di costruire un benessere condiviso.
Nella prefazione, Bagnasco insiste proprio sul legame tra persona, lavoro e impresa: «Il testo mette bene in evidenza che quando la verità dell’essere umano è al centro dell’attenzione sociale, allora si può creare la virtuosa circolarità tra lavoratore, lavoro e impresa che andrà a favore del bene di tutti». Non si tratta, dunque, di contrapporre sviluppo economico ed etica, ma di riconoscere che l’uno ha bisogno dell’altra. C’è anche una dimensione che interpella direttamente i credenti. Per l’arcivescovo emerito di Genova, la fede non può esaurirsi in una convinzione privata: “Non basta credere a Cristo perché se ci fermiamo a questo, torniamo ad una posizione di comodo”. La Dottrina Sociale diventa così un invito a tradurre i principi in responsabilità quotidiane, nelle relazioni professionali e nella vita della comunità.
Il volume riporta al centro una tradizione che unisce riflessione spirituale e questioni molto concrete: il valore del lavoro, la giustizia sociale, la funzione dell’impresa e il bene comune. Temi che saranno al centro della presentazione genovese, occasione per un dialogo tra Chiesa, istituzioni e mondo produttivo.
Venerdì 6 novembre alle ore 18.00, Palazzo della Meridiana, in Salita San Francesco 4, ospiterà la presentazione del libro di Benedetto Delle Site, presidente nazionale del Movimento Giovani e vicesegretario nazionale dell’UCID. L’iniziativa è promossa da UCID Liguria insieme all’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana.