Cappellani del lavoro: “Al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie”

(Foto: Andrea Leoni)

La corale difesa della sopravvivenza dello stabilimento di Cornigliano offre l’occasione per alcune riflessioni in attesa dell’incontro con i Sindacati programmato per il 27 c. m. alla Presidenza del Consiglio.
La difesa del sito di Cornigliano ha evidenziato ulteriormente la grande cultura industriale che caratterizza tutt’oggi la nostra città. L’industria manifatturiera avanzata concorre decisamente alla costruzione del bene comune e Genova è capace di sopportare sacrifici mai del tutto eliminabili in ogni attività lavorativa.
Inoltre la difesa dello stabilimento di Cornigliano, alla quale la Chiesa genovese ha sempre partecipato e partecipa attivamente, affonda le radici nella storia della nostra città. Genova è stata soggetto di primo piano nella ricostruzione e nel cosiddetto “miracolo economico” realizzato dal nostro Paese dal 1945 al 1961. Lo stabilimento di Cornigliano è stato per anni la spina dorsale della siderurgia italiana. La storia industriale di Genova continua tutt’oggi. Aziende come Ansaldo Energia, lo stesso stabilimento di Cornigliano, il Cantiere navale di Sestri Ponente, il Distretto delle Riparazioni Navali, Leonardo, Ericsson, ASG Superconductors ed altre realtà di eccellenza testimoniano le capacità attuali del tessuto produttivo genovese. Qui si lavora e si produce ricchezza.

I cappellani del lavoro sono da sempre affianco alle aziende, soprattutto nei momenti difficili e hanno vissuto con gli operai di Acciaierie d’Italia vent’anni di illusioni e di progetti senza seguito.
Innumerevoli sono stati gli scioperi dei lavoratori dall’inizio della gestione commissariale, oltre dieci anni or sono. Un cammino costellato da situazioni incomprensibili, se non addirittura assurde. Tutti sanno cosa significa per l’economia di un paese disporre di acciaio. Da tempo il mercato della banda stagnata “tira” eppure i lavoratori di Cornigliano sono in cassa integrazione.

Sentiamo che i lavoratori chiedono di non essere parcheggiati in cassa integrazione, ma di poter continuare a lavorare per non vivere di assistenzialismo. Il perdurare dello sciopero inoltre comporta notevoli sacrifici economici per i lavoratori e disagi per tutti. Colpisce che il recente accordo che prevede l’alimentazione dell’area freddo con i coils sia stato oggettivamente smentito dalla attivazione della cassa integrazione, senza tenere in considerazione quanto comunicato nei giorni scorsi. I rappresentanti dei lavoratori oggi chiedono perlomeno chiarezza negli accordi presi e di evitare decisioni affrettate e contraddittorie, in attesa dell’incontro del 27 ottobre a Roma.

Non possiamo che continuare ad esprimere la nostra vicinanza e solidarietà a tutti i lavoratori e le loro famiglie, chiedendo al Governo e alle Istituzioni di farsi parte attiva e risolutiva di questa crisi, scongiurando ripercussioni a carattere occupazionale, economico e sociale. A questo proposito riconosciamo che le organizzazioni sindacali hanno messo tutto il loro impegno per mantenere le manifestazioni in una dimensione civile nonostante il clima surriscaldato.


I Cappellani del Lavoro