Genova e Liguria
Al Gaslini la bioetica impara a prendersi cura delle differenze
Un percorso di formazione che coinvolge studenti e professionisti. Il 24 settembre un nuovo appuntamento dedicato alla multiculturalità nella relazione di cura
La bioetica non come un insieme di regole da applicare, ma come uno strumento per imparare a guardare la persona e le situazioni concrete della cura. È questa la prospettiva che da alcuni anni accompagna un percorso formativo nato all’Istituto Giannina Gaslini nel corso di laurea in Infermieristica pediatrica.
Un cammino che ha preso avvio circa sette anni fa con attività di sensibilizzazione rivolte inizialmente ai medici in formazione e agli studenti di Infermieristica pediatrica e che, nel tempo, si è trasformato in un’esperienza strutturata di Medical Humanities, antropologia filosofica e bioetica.
Un’esperienza che coinvolge anche studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, seminaristi e studenti della Facoltà Teologica, chiamati a confrontarsi, in gruppi interdisciplinari, con le questioni etiche che emergono nella pratica sanitaria.
Il metodo parte dai casi e dalle domande concrete. Gli studenti non ricevono risposte già confezionate, ma sono accompagnati a riconoscere i problemi, ad argomentare le proprie posizioni e a cercare possibili soluzioni.
«L’obiettivo – spiegano Laura Fornoni e Viviana Pompei, direttrici del percorso – è aiutare a comprendere che nella cura non esiste soltanto una dimensione tecnica. Ogni gesto professionale ha anche una dimensione relazionale ed etica».
Ambito pediatrico: etica ed identità professionale
Il tema diventa particolarmente evidente in pediatria, dove alla condizione di vulnerabilità del bambino si aggiunge quella della famiglia. Nel percorso formativo portato avanti finora gli studenti hanno imparato a riconoscere anche la propria vulnerabilità, le proprie paure e i propri limiti, scoprendo come questa consapevolezza possa aiutare a comprendere meglio quella dell’altro. Un altro tema affrontato è quello del corpo: per un infermiere pediatrico il contatto fisico e l’intervento sul corpo del bambino sono parte quotidiana della professione e richiedono attenzione, rispetto e consapevolezza.
La formazione accompagna così anche la costruzione di un’identità professionale capace di interrogarsi sulle proprie decisioni. In questo senso viene affrontato anche il tema del moral distress, quella situazione nella quale il professionista riconosce ciò che ritiene giusto fare ma si trova, per vincoli organizzativi, professionali o clinici, nell’impossibilità di agire come vorrebbe.
Un percorso in evoluzione
A partire dal 2024 il percorso si è esteso anche al personale del Gaslini, attraverso un lavoro di sensibilizzazione che ha coinvolto professionisti, reparti e diverse strutture dell’Istituto. L’obiettivo è individuare un linguaggio e valori condivisi per affrontare situazioni nelle quali alla complessità clinica si intrecciano dimensioni familiari, sociali, economiche, culturali e comportamentali. È il passaggio dalla bioetica studiata alla bioetica vissuta, capace di offrire strumenti per affrontare concretamente i dilemmi della pratica quotidiana.
Giovedì 24 settembre, dalle 14.30 alle 19, al Centro Formazione dell’Istituto Gaslini, a Villa Quartara, l’incontro Il viaggio nella bioetica del prendersi cura: oltre le differenze accenderà un nuovo focus su questi temi. Al centro di questa edizione del corso ci sarà la multiculturalità, con l’obiettivo di «riconoscere e valorizzare la ricchezza nelle differenze multiculturali per la gestione della relazione di cura».
«Non si tratta soltanto di confrontarsi con culture diverse, ma di comprendere come la relazione possa cambiare quando entrano in gioco lingua, alimentazione, abbigliamento, simboli religiosi, colore della pelle e differenti modi di vivere la malattia e la cura. Le differenze non sono considerate un ostacolo da eliminare, ma una ricchezza da conoscere, perché la dignità della persona rimane il punto di riferimento comune», spiegano Laura Fornoni e Viviana Pompei.
Nel corso del pomeriggio saranno presentati alcuni dei 17 lavori elaborati dagli studenti nel percorso di quest’anno. Un appuntamento che non vuole essere un punto di arrivo, ma una tappa di un progetto destinato a proseguire, mettendo sempre più in relazione formazione degli studenti e formazione dei professionisti.
L’ambizione è arrivare a costruire al Gaslini un modello di Medical Humanities e bioetica capace di accompagnare stabilmente chi si prende cura dei bambini e delle loro famiglie, offrendo strumenti per leggere la complessità e trasformarla in una cura più consapevole, competente e rispettosa dell’altro.
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