In cammino con Luca nell’«oggi» della salvezza

A COLLOQUIO CON IL BIBLISTA CLAUDIO DOGLIO CHE PRESENTA IL SUO NUOVO VOLUME

Coniugare un solido studio esegetico a un’intensa e accessibile riflessione spirituale. È questo lo spirito con cui il noto biblista don Claudio Doglio – stimato docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica di Milano e al Seminario di Genova, oltre che parroco a Varazze – ha dato alle stampe il suo ultimo volume, Vangelo secondo Luca. Introduzione e commento, pubblicato dalle Edizioni Messaggero Padova. Il commentario si distingue fin dalle prime pagine per una scelta narrativa tanto originale quanto efficace: un’introduzione autobiografica in cui è lo stesso evangelista Luca – il medico di Antiochia e compagno di viaggio di San Paolo – a raccontarsi in prima persona, svelando la genesi della propria opera. Attraverso questo approccio vivo e immediato, che unisce il rigore filologico alla sensibilità pastorale, il lettore viene preso per mano e invitato a camminare insieme al Maestro nella storia di tutti i giorni, scoprendo la straordinaria attualità della salvezza racchiusa nel celebre avverbio lucano «oggi». L’obiettivo dell’opera è profondo: offrire una guida organica capace di scuotere le nostre comunità dal torpore e dal conformismo quotidiano, per riscoprire la bellezza della conversione e il mandato della testimonianza. Abbiamo rivolto all’autore alcune domande per approfondire le intuizioni alla base del libro e per comprendere quale messaggio il Vangelo di Luca possa offrire alle sfide e alle fatiche spirituali del nostro tempo.
Don Claudio, nel suo volume sceglie una soluzione narrativa insolita, facendo parlare Luca in prima persona, come se raccontasse la propria vicenda. Come è nata questa intuizione e quale valore può avere per chi si approccia alla lettura? Incontrare l’Evangelista come una persona viva, e non solo come l’autore di un testo antico, cosa cambia nel lettore?
L’intuizione di far parlare l’Evangelista stesso è nata qualche anno fa introducendo un corso di tipo popolare nel seminario di Savona. Era un percorso dedicato al Vangelo secondo Luca e rivolto a catechisti, animatori e persone interessate allo studio della Bibbia. In quell’occasione tenni la prima ora di lezione proprio come se avessimo davanti Luca in persona, pronto a raccontarci come avesse scritto il suo libro e quale fosse stata la sua esperienza. Partendo da quel tentativo, che si era rivelato molto interessante, ho ripreso l’idea per evitare un’introduzione troppo scolastica, incentrata sui soliti argomenti come autore, datazione e destinatari. Volevo mettere in evidenza la dimensione personale dell’Evangelista: un uomo che ha ricevuto una tradizione e la trasmette attraverso la propria sensibilità e la propria storia. È fondamentale notare che non abbiamo un “Vangelo di Gesù”, ma abbiamo quattro Vangeli “secondo” Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Il Vangelo appartiene a Gesù, ma i testi scritti sono mediati. Quella preposizione greca (katà, “secondo”) indica proprio una mediazione. Luca, in particolare, è un intermediario che ragiona con la propria testa e la propria esperienza, filtrando ciò che ha appreso dalla tradizione apostolica attraverso il suo vissuto storico. Il racconto delle sue vicende – come è arrivato alla fede cristiana, il lavoro accanto a Paolo, l’ultima fase della sua vita – sebbene contenga una sfumatura romanzata, riesce a colpire maggiormente il lettore. Fa percepire l’autore non come un semplice redattore di documenti, ma come un testimone personale che ha compiuto un cammino di fede e aiuta altri a fare lo stesso, rimandando alle origini nel Vangelo e continuando poi negli Atti degli Apostoli, di cui è stato in gran parte testimone oculare.

L’intervista integrale su Il Cittadino n. 22