Informazione umana. Sì, ma come costruirla?

30 gennaio: corso di formazione per San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti

Sabato 24 gennaio, nella ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, sarà diffuso il Messaggio del pontefice per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, quest’anno in programma il 17 maggio. Il tema scelto da Papa Leone è: “Costruire voci e volti umani”. Già dal titolo si può prevedere che il messaggio del Papa sarà in continuità con quelli di Papa Francesco, che negli ultimi anni del suo pontificato aveva posto al centro l’importanza di ascoltare con il cuore, di usare la “sapienza del cuore”, di incontrare le persone dove sono, consumando le suole delle scarpe per costruire buone relazioni umane e non solo produrre notizie.
Anche quest’anno, in collaborazione con la Diocesi di Chiavari, l’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Genova organizza un corso di formazione rivolto in primo luogo a giornalisti e operatori della comunicazione, ma aperto a tutti coloro che intendono approfondire il tema ormai fondamentale della comunicazione.
L’evento, in programma il prossimo venerdì 30 gennaio, sarà realizzato nuovamente in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti e l’Unione Cattolica della Stampa Italiana. Saranno con noi Maurizio Amoroso, Vice Direttore di TGCom 24 e Paolo Lambruschi del quotidiano Avvenire. Don Luca Sardella coordinerà la mattinata.
COSTRUIRSI UNA INFORMAZIONE SU MISURA
In tema di comunicazione, oggi molto si potrebbe dire, soprattutto a motivo della grande e varia offerta disponibile.
Sicuramente, l’informazione è sempre più alla portata di tutti, anche se la diffusione delle notizie sembra sempre molto inscritta in modalità “mordi e fuggi” a discapito degli spazi di approfondimento. Pensiamo alla crisi ormai irreversibile dell’editoria e alla contrazione progressiva degli spettatori della tv, strumenti “tradizionali” oggi sempre più spesso sostituiti da altri canali informativi.
Da qualche anno, a seguito dell’emergenza pandemica che limitava l’uso dei mezzi pubblici, ho preso l’abitudine di recarmi al lavoro a piedi. Una mezz’ora di camminata al mattino presto e un’altra mezz’ora nel tardo pomeriggio per rientrare a casa. Un tempo lungo, ricavato in una vita quotidiana che per tutti diventa sempre più frenetica, nel quale approfitto per “informarmi”. Come? Semplicemente utilizzando il mio telefono cellulare, unico strumento che ho a disposizione lungo il tragitto.
Rassegna stampa audio, ascolto di articoli di giornali, podcast informativi legati all’attualità, programmi di approfondimento… c’è solo l’imbarazzo della scelta, e tutto questo senza leggere e senza dover guardare nulla. Mi bastano solo un paio di cuffie, il cellulare in tasca e la voglia di ascoltare.
Certamente, questa grande varietà e disponibilità di accesso alle informazioni era inimmaginabile fino a poco tempo fa. Quante cose riesco a imparare e conoscere semplicemente camminando a piedi! Arrivata al lavoro, senza neanche avere acceso la TV o la radio in casa, ho una panoramica di tutte le principali notizie, e spesso anche un autorevole commento dei colleghi che lavorano nei grandi network. Il viaggio di ritorno, telefonate permettendo, lo dedico soprattutto all’approfondimento dei principali fatti della giornata.
Che insegnamento ricavo da questa piccola esperienza personale? Un insegnamento che penso possa riguardare tutti coloro che vogliono approfondire ed essere più consapevoli di quanto succede nel mondo facendosi una propria opinione e senza farsi condizionare.
Giornale cartaceo, tv, siti web, social network, podcast, canali YouTube possono essere utilizzati non solo per intrattenimento, ma come un vero e proprio lasciapassare per costruirsi una propria informazione. Il vantaggio è che ciascuno, in base alle proprie preferenze, competenze tecnologiche ed età, può usare lo strumento che preferisce. Avvalersi del commento di un giornalista di riferimento, scegliere un quotidiano o una rivista da comprare, anche solo ogni tanto, ascoltare qualche trasmissione in grado di fare approfondimento senza creare sovrapposizioni, battibecchi o litigi: ciascuno di noi, se lo decide, può accedere a una informazione corretta, obiettiva, esaustiva, documentata.
Credo che questo oggi sia un valore aggiunto, soprattutto perché molte di queste opportunità sono disponibili gratuitamente o con abbonamenti a canoni molto bassi. Anche così, a mio modo di vedere, si potrà “costruirsi” una informazione con un volto e una voce umani, come ci chiede Papa Leone XIV.
COSTRUIRE VOCI E VOLTI UMANI
Per “Costruire voci e volti umani”, e quindi per raccontare storie piene di umanità, è necessario che anche noi operatori dell’informazione abbiamo questi requisiti. Il prossimo 30 gennaio, a Genova, ascolteremo da alcuni professionisti come si rende una informazione “umana”, nonostante il periodo storico e sociale difficile e precario in cui ci muoviamo.
Il compito degli Uffici Comunicazioni Sociali delle diocesi non è solo quello di far conoscere le attività che si organizzano o gli eventi principali, ma è anche quello di tessere relazioni con tutti i colleghi, favorire il dialogo e il coordinamento delle varie realtà e soprattutto contribuire ad una buona formazione professionale.