Il Vangelo di domenica 4 ottobre

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 21,33-43

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a
quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a
un popolo che ne produca i frutti».

1 ‑ La vigna del Signore ‑ Nel disegno di Dio tutta l’umanità, in Adamo e Eva, era chiamata ad essere sua vigna: la sua famiglia. Il primo peccato dei progenitori ha avuto, come risposta da parte di Dio, non una condanna esclusiva con la cacciata dal paradiso terrestre, ma una nuova riabilitazione e una nuova chiamata, che si è concretizzata storicamente in Abramo, e quindi nel popolo di Israele. Quando poi le autorità ebraiche hanno risposto con una incredibile infedeltà all’amore di Dio Padre, prima rifiutando e poi crocifiggendo il suo Figlio, Egli, in Gesù Cristo, ha eletto come sua vigna tutta l’u­manità, che avrebbe accolto concretamente la salvezza. Adesso tocca a noi dire: ‘Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome’ (Sal. 79).

2 ‑ La lezione della storia ‑ La parabola raccontata da Matteo è una sintesi della storia passata, presente e futura. Il popolo ebraico, a causa di persistenti infedeltà, si è reso di fatto incapace di ‘coltivare’ la vigna di Dio. Oggi il suo posto è occupato da noi, le nazioni cosiddette cristiane. Domani che cosa ne sa­rà della vigna del Signore? Il cristianesimo autentico (non quello della domenica, ma quello feriale, di tutti i giorni) è forse sul punto di ‘far le valigie’ per approdare ai popoli del Ter­zo mondo, oppure sta rinascendo dalle rovine del neo‑paganesimo laico e moderno? Su questo interrogativo si gioca il nostro futuro immediato.

3 ‑ Quali i motivi? ‑ L’attuale allergia o crisi di rigetto del cristianesimo è senz’altro frutto di paura della verità e dell’etica naturale e cristiana, quindi di una libertà non matura e responsabile. Sono venuti a mancare di fatto i cosiddetti ‘valori della vita’: la persona, la famiglia, la società, aventi per centro l’amore di Dio e del prossimo. Esso è in effetti l’unico valore, capace di rendere l’uomo veramente felice. Su questa crisi pesa anche un altro tipo di stanchezza e paura: temere di essere sconfitti nella vita o di dover rinunziare a un certo tipo di benessere e di umanesimo comodo. Insomma: la vertigine di dover conquistare il ‘Cervino’ dell’infinito. Se il nostro cuore è ancora insoddisfatto, vuol dire che l’obiettivo non è ancora raggiunto. Chiediamoci allora: vale la pena di essere uomini ‘nessuno’ o cristiani larvali, anziché cristiani che si but­tano con passione infinita in questa avventura di diventare Cristo?

4 ‑ La pietra scartata ‑ Cristo, pietra scartata dai costruttori della civiltà senza Dio, è diventata testata d’angolo. Ucciso sulla croce, è risorto il terzo giorno: ora regge le sorti del mondo e un giorno giudicherà tutti i po­poli. Accettiamo anche noi di edificare la nostra vita e il mondo intero sui valori, scartati dalla maggioranza, e sulle indicazioni concrete del Vangelo? Ascoltiamo S. Agostino: ‘Voi non intavolate amichevoli discorsi con le vostre passioni. Si tratta di un nemico grande o piccolo? Uccidetelo sulla pietra, schiacciatelo sulla pietra. Vinca la Pietra. Siate costruiti sulla pietra per non finire travolti dal fiume, dai venti, dalla pioggia. Se volete essere armati nella lotta contro le tentazioni del mondo, cresca e si irrobustisca nei vostri cuori il desiderio della Gerusalemme celeste’ (Esposizione sul salmo 136,22).

5 ‑ Un pensiero di S. Paolo – ‘In conclusione, fratelli, tutto quel­lo che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. E il Dio della pace sarà con voi’!  In tal modo tutti siamo costruttori del mondo nuovo, a pieno titolo, con Cristo. Il progetto cristiano innesta la dignità dell’uomo nella stessa dignità di Dio. Direbbe S. Leone Magno: ‘O cristiano, riconosci sempre la tua dignità di figlio di Dio’!