Il Vangelo di domenica 16 agosto

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,21-28
 
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
 Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

1 ‑ La vera religione ‑ Il profeta Isaia proclama il criterio, sempre valido per tutti, in base al quale sentirci veramente ‘religiosi’ graditi a Dio: ‘Osservate il diritto e la giustizia. Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo, per amare il nome del Signore e per essere suoi servi…li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera’. Tutti i popoli saranno giudicati in base a questo unico criterio: il diritto della verità e la giustizia dell’amore. Si potrebbe anche dire così: la religione dell’onestà, fermo restando che la vera religione deve saper rispondere a tutte le esigenze della natura umana di fronte al problema della verità, della felicità, dell’immortalità.

2 ‑ Un esempio ‑ La storia del popolo ebraico dimostra che Dio non fa preferenze di persone. Egli è sempre disposto a perdo­nare le infedeltà, ma chiede al suo popolo la conversione sin­cera. Se questa condizione non si realizza, Egli dà ad altri la sua amicizia. La storia si ripete anche oggi con i popoli ‘cristia­ni’, che rischiano di perdere il tesoro della fede e della cultura-civiltà cattolica: le radici cristiane. Ascoltiamo S. Paolo: ‘Se il loro (degli ebrei) rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo (pagano), quale potrà mai essere la loro riammissione, se non una risurrezione dai morti? Perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili’! Per essere ammessi, bisogna risorgere a vita nuova, veramente umana e soprannaturale.

3 ‑ La donna cananea – Essa rappresenta l’umanità, che ha opposto un rifiuto ingiustificato all’amore di Dio ma, al tempo stesso, vuole con tutte le forze essere perdonata e accolta come figlia. Gesù la provoca a questo atto di amore: ‘Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ­ai cagnolini’. Replica la donna: ‘E’ vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni’. Ed ecco la risposta: ‘Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri’. La religione è nient’altro che questo: veri figli di Dio e veri fratelli fra gli uomini. Nel Vangelo proprio molti pagani offrono una testimonianza di umiltà e fedeltà, che non si riscontra davvero in molti credenti! Oggi si parlerebbe di ‘atei devoti’.

4 ‑ Una lezione per noi – Se ci sentiamo nella stessa condizione della donna cananea, diciamo al Signore il nostro pentimento con lo stesso umile ardire. Da qui ricomincia un rapporto corretto con Dio, che ci guarisce da ogni forma di pretesa o di ­privilegio nei confronti di Dio e di discriminazione nei confron­ti degli altri: ‘Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia’ (S. Paolo)!

5 ‑ Le applicazioni ‑ Non si conciliano invece con questo sentimento religioso le altre concezioni di tipo razziale o nazionalistico o di classe. La diversa matrice religiosa troppe volte è un criterio per di­scriminare gli altri: cattolici e fratelli separati, cristiani ed ebrei, cristiani e seguaci di altre religioni, credenti e non credenti… Anche la distinzione fra veri e falsi credenti (i figli e i cagnolini del Vangelo) va vista in questa luce. Un grande lavoro di discernimento ci attende in questo campo globalizzato, in cui siamo costretti a convivere e dialogare. Prima di tutto nessuna presunzione o fanatismo; poi cominciamo dal­la amicizia e dal rispetto sincero delle convinzioni altrui; infine costruiamo occasioni di dialogo e di collaborazione concreta a tutti i livelli. E non accontentiamoci più delle ‘briciole’, se siamo chiamati a sedere alla tavola, che Dio ha imbandito per l’umanità.