Comunità diocesana
“Restiamo umani”. Oltre 40.000 persone alla fiaccolata per accompagnare la Global Sumud Flotilla verso Gaza

Don Gianni Grondona: «Non possiamo più accontentarci di vivere la nostra vita tranquilla»
Oltre 40.000 persone hanno partecipato ieri sera alla fiaccolata organizzata da Music for Peace e Calp per accompagnare la partenza delle navi della Global Sumud Flotilla in partenza da Genova e dirette, insieme ad un altro manipolo di imbarcazioni, verso la Striscia di Gaza. Obiettivo: forzare il blocco navale imposto da Israele per consegnare farmaci, alimenti e beni di prima necessitàalla popolazione stremata dall’assedio e dai continui bombardamenti.
Nei giorni precedenti la partenza della spedizione, Genova ha mostrato ancora la sua anima solidale e pacifica, rispondendo all’appello delle associazioni organizzatrici e consegnando alle barche della Flotilla ben 300 tonnellate di derrate alimentari destinate ai Gazawi.
La Diocesi di Genova ha risposto prontamente e tramite la Caritas diocesana ha organizzato l’acquisto di due bancali di cibo, consegnato nella sede di Music for Peace così come hanno fatto migliaia di persone, cittadini, associazioni, circoli, parrocchie, in una corsa contro il tempo per dare modo ai “camalli” del Porto e ai volontari di stivare tutto nelle barche in partenza.
Una solidarietà che non ha coinvolto solo la nostra città, poiché la Sumud Flotilla è un coordinamento internazionale di volontari, associazioni non governative e persone comuni, che nei prossimi giorni saranno in rotta su Gaza.

L’adesione alla raccolta di generi alimentari e alla fiaccolata per accompagnare la spedizione è andata oltre ogni previsione. Un’adesione trasversale ad un’iniziativa, diffusa soprattutto attraverso i social, che ha saputo mettere insieme le tante anime della città.
Dalla sede di Music For Peace in Via Balleydier fino al Porto Antico, dove simbolicamente tre imbarcazioni rappresentavano tutta la Flotilla in partenza, passando sulla Sopraelevata, con le sole bandiere della Palestina, le bandiere della pace, le luci delle fiaccole e le torce dei telefonini, oltre 40.000 persone hanno espresso il loro no alla guerra, all’uso delle armi e all’assedio della popolazione nella Striscia. Una marea pacifica e unita dall’unico intento di dare supporto a questa spedizione umanitaria.
Famiglie, gruppi, esponenti politici, semplici cittadini, associazioni… tutti insieme per esprimere il proprio dissenso a quanto sta accadendo in quella porzione di territorio, e per spingere simbolicamente le barche verso Gaza nel tentativo quasi impossibile, visto il blocco navale, di consegnare tutto il materiale raccolto e donato.
Tante le voci che si sono alternate sul palco: Stefano Rebora, anima e voce di Music for Peace, i portuali del Calp, le organizzazioni sindacali di base, gli studenti. Anche la Diocesi ha voluto essere presente ed esprimere il suo supporto alla manifestazione, con un messaggio universale e condiviso da tutti: “Restiamo umani”.
Lo ha detto don Gianni Grondona, che ha sfilato nella manifestazione e ha preso la parola sul palco: «Tutti noi che siamo qui stasera siamo credenti: credenti nella persona umana, nella giustizia, nella pace. Insieme si può, e lo abbiamo dimostrato, si può fare quello che si chiede impossibile». «La mobilitazione di questa sera ci spinge a dire che non dobbiamo accontentarci della nostra vita tranquilla, ma dobbiamo sentirci tutti parte di una stessa umanità, rimanendo umani!».
Dal Santuario della Guardia, dove proprio nei giorni immediatamente precedenti la città si era unita per celebrare la memoria dell’Apparizione della Vergine Maria al Beato Pareto, l’Arcivescovo aveva richiamato allo stesso concetto di umanità e di pace, una condizione sempre più necessaria e urgente: «Questo mondo oggi ha bisogno di pace. Non possiamo abituarci a questo clima di guerra, e non possiamo stancarci di restare umani benché questo tempo oggi ci chieda di essere efficienti, performanti, inattaccabili, infallibili».
Genova è affidata a Maria, Regina della Pace. Da Genova si è alzata in queste ore una richiesta pressante di pace, di cessazione di tutte le guerre, di assunzione di responsabilità per fare ciascuno la propria parte, perchè costruire insieme un mondo più bello e più giusto è possibile.
