Papa in Turchia: unità, pace e dialogo

Nel primo discorso  in Turchia, prima tappa del suo primo viaggio apostolico internazionale, che lo porterà poi in Libano e avrà tra i momenti culminanti il pellegrinaggio di domani a Iznik, l’odierna Nicea, per il 1700° anniversario del primo Concilio ecumenico della storia della Chiesa, Papa Leone XIV ha parlato di unità, pace e dialogo.

“Il nostro mondo ha alle spalle secoli di conflitti e attorno a noi esso è ancora destabilizzato da ambizioni e decisioni che calpestano la giustizia e la pace”, l’analisi del Papa: “Voi avete un posto importante nel presente e nel futuro del Mediterraneo e del mondo intero, anzitutto valorizzando le vostre interne diversità”, il riferimento all’immagine del ponte, che prima di collegare Asia ed Europa, Oriente e Occidente lega la Turchia a se stessa, rendendola “un crocevia di sensibilità, che omologare rappresenterebbe un impoverimento”.

“In una società come quella turca, dove la religione ha un ruolo visibile, è fondamentale onorare la dignità e la libertà di tutti i figli di Dio: uomini e donne, connazionali e stranieri, poveri e ricchi”, l’invito: “tutti siamo figli di Dio e questo ha conseguenze personali, sociali e politiche”.

Di qui la necessità di lavorare insieme “per modificare la traiettoria dello sviluppo e per riparare i danni già inferti all’unità della famiglia umana”.

“Oggi più che mai c’è bisogno di personalità che favoriscano il dialogo e lo pratichino con ferma volontà e paziente tenacia”, l’appello di Leone: “Dopo la stagione della costruzione delle grandi organizzazioni internazionali, seguita alle tragedie delle due guerre mondiali, stiamo attraversando una fase fortemente conflittuale a livello globale, in cui prevalgono strategie di potere economico e militare, alimentando quella che Papa Francesco chiamava terza guerra mondiale a pezzi”, l’analisi geopolitica.