Cultura
Nicolò Barabino a Palazzo Orsini: sabato 21 febbraio la visita guidata
In occasione della mostra “Sacro e Pop. La Quasi Oliva speciosa in campis di Nicolò Barabino, capolavoro della pittura dell’Ottocento” vi portiamo alla scoperta delle opere di questo grande pittore dell’Ottocento, racchiuse in palazzi genovesi. La prima tappa di questo viaggio sarà sabato 21 febbraio a Palazzo Orsini in via Roma. Questo palazzo venne edificato tra il 1875 ed il 1877 contestualmente alla via sulla quale affaccia, per volontà di Tito Orsini (Genova 1815 – Capriata d’Orba 1896), avvocato esperto di diritto marittimo e commerciale e dal 1881 senatore del Regno d’Italia, molto legato a Camillo Benso conte di Cavour. La facciata su via Roma si presenta nel tipico stile neoclassico che contraddistingue gli edifici di questa arteria stradale. Superato l’atrio decorato da eleganti stucchi e lo scalone dove vi è una statua in una nicchia, opera di Carlo Rubatto (Genova 1810- 1891), raffigurante l’allegoria della Lettura, si giunge al primo piano dove il pianerottolo conserva pregevoli pavimenti a intarsi in marmi colorati. A questo piano vi è il sontuoso appartamento dove abitò il senatore Orsini, il quale volle che la sua abitazione venisse riccamente decorata da uno dei maggiori rappresentanti della pittura a Genova nell’Ottocento, il sampierdarenese Nicolò Barabino (Sampierdarena 1832 – Firenze 1891), che lavorò in questo cantiere per undici anni, il cui ciclo pittorico, affreschi e tele, è legato al tema della Scienza e dell’Amore. È in particolare il Salone della Scienza, il più fastoso del palazzo, che riassume in sé tutte queste caratteristiche. Le tele alle pareti raffigurano “Galileo in Arcetri”, “Alessandro Volta”, “Archimede” e “Cristoforo Colombo a Salamanca”. Sulla volta Barabino rappresenta “Il Trionfo della Scienza”, dove oltre alle Allegorie della Scienza e dell’Oscurantismo l’artista ha effigiato 39 geni universali, tra i quali, solo per citarne alcuni Leonardo, Colombo, Copernico, Galileo, Newton e Franklin. Agli angoli del soffitto troviamo quattro figure allegoriche rappresentanti la Cosmologia, la Matematica, la Filosofia e la Giurisprudenza. La sala attigua è dedicata a Dante: al centro della volta campeggia l’affresco de “L’incontro di Dante con Matelda” e alle pareti quali sovrapporte “Il trasporto delle anime sulle rive del Purgatorio”, “Paolo e Francesca” e “L’incontro di Dante con Beatrice”. Nella sala alla destra del Salone della Scienza è dedicata all’amore. Tre tempere in sovrapporta, opere anch’esse del Barabino, rappresentano Cleopatra, Didone e Saffo. L’ultima sala infine ha perso, a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, l’affresco della volta raffigurante una scena di “Caccia e pesca”. Rimane invece, seppur rovinato, un riquadro sovrapporta con “La Bella Dormiente”. Sopra la stessa e lungo tutto il cornicione nella parte alta della parete corre un lungo intreccio di fiori e foglie. Se volete visitare con noi questo bellissimo palazzo e approfondire l’arte di Nicolò Barabino vi aspettiamo alle visite guidate di sabato 21 febbraio dalle ore 10,00 alle 13,00, inserite nel Carnet Barabino (per informazioni riferirsi al Museo Diocesano).
Il Carnet Barabino consente un accesso a ciascuna delle seguenti sedi: Museo Diocesano di Genova Palazzo Doria Tursi – Sale Paganiniane Palazzo Orsini Basilica dell’Immacolata Palazzo Celesia.
