Comunità diocesana
Il Giubileo della speranza continua con i frutti di grazia nella Diocesi
Il Giubileo della speranza si è chiuso a Roma e in tutte le Diocesi del mondo. Aperto oltre un anno fa da Papa Francesco e concluso da Papa Leone, questo Anno Santo ha costituito per tanti, fedeli e non, una occasione reale di riflessione, preghiera, e in molti casi anche di costruzione di occasioni tangibili di prossimità e vicinanza.
A Genova, le 5 chiese giubilari dislocate sul territorio diocesano sono state meta di tanti pellegrinaggi parrocchiali, vicariali, delle associazioni, di tanti singoli, famiglie, giovani che hanno voluto compiere un gesto di fede e riconciliazione.
Impossibile riassumere ed elencare tutte le attività che in questo Anno Santo si sono svolte nella nostra diocesi. Sicuramente va ricordato l’impegno di tanti sacerdoti e religiosi nel sacramento della riconciliazione, a cui si sono accostati in tanti. Restano le foto gioiose dei tanti pellegrinaggi effettuati: i catechisti, le corali della diocesi, le confraternite, i malati e il personale sanitario…
Sono stati tantissimi i giovani che hanno partecipato al loro Giubileo a Roma e che hanno dato una mano nell’accoglienza di migliaia di pellegrini in transito verso la capitale, passando per la nostra città.
Restano alcuni segni concreti, veri e propri “frutti del Giubileo”, che continueranno nel tempo.
In particolare, nella Quaresima l’Arcivescovo ha dedicato la lettera pastorale “Cammino di libertà” alla realtà del carcere, che è una porzione della Chiesa diocesana. Inoltre, padre Marco ha celebrato il Giubileo nelle case circondariali di Marassi e Pontedecimo, incontrando le persone detenute, la polizia penitenziaria e le direzioni. Nella Messa in Coena Domini, l’Arcivescovo ha lavato i piedi proprio ad alcune persone detenute e ai volontari che operano il loro servizio in carcere. Sono piccoli gesti di attenzione che non si esauriscono nell’Anno Santo. Il giorno di Natale e all’Epifania, infatti, l’Arcivescovo ha celebrato la Messa in carcere, come da consolidata tradizione.
Inoltre, grazie alla sinergia fra la Caritas diocesana e la Veneranda Compagnia di Misericordia, è nato uno sportello di ascolto per le persone detenute e i loro familiari. La sede è nel Centro storico.
Il Giubileo è stato celebrato anche nei quattro principali ospedali cittadini, San Martino, Galliera, Gaslini, Villa Scassi, dove Padre Marco ha celebrato la Messa. Anche in questo caso, non si è trattato di celebrazioni isolate. Ricordiamo infatti che un frutto significativo del Giubileo è stata l’inaugurazione della Cappella Regina Mundi dentro l’Ospedale Villa Scassi, dopo i lavori di restauro. Questo “punto luce” resta per tutti coloro che vorranno vorrà recarsi qui per pregare.
All’inizio del Giubileo, la Diocesi aveva anche manifestato l’intenzione di occuparsi di una emergenza sociale che sta sempre più diffondendosi, quella del lavoro povero o non giustamente retribuito. Per questo, nell’anno santo si è lavorato alla nascita di un progetto che si occupasse proprio di questo.
Qualche settimana fa, nella sede della Società Operaia Cattolica di Sestri Ponente ha visto la luce il “Progetto Rut – Fondati sul lavoro”, realizzato anche esso in collaborazione con Caritas.
L’intenzione è quella di sostenere chi lavora ma il reddito che percepisce non è sufficiente per poter far fronte alle spese ordinarie e straordinarie. Il progetto si propone di offrire prestiti a tasso ridotto o interventi a fondo perduto, calibrati sul bisogno reale, con un accompagnamento personalizzato delle diverse situazioni.
Infine, al Monastero dei Santi Giacomo e Filippo a San Fruttuoso, storica sede della Fondazione Auxilium e fondamentale presidio per l’assistenza e l’accoglienza delle persone senza dimora, è nata la “Casa della pace Don Piero Tubino”.
La Casa della Pace vorrà essere un luogo e un’occasione dedicata a persone, gruppi, realtà associative per sperimentare percorsi di pace e riproporli in tutti gli ambienti della vita quotidiana.
