Ci siamo già persi la casa comune?

Settimana Laudato si’ e Obiettivi 2030

Quella che stiamo vivendo è la Settimana Laudato si’ (17-24 maggio 2026) ma, forse, ci siamo dimenticati che nell’enciclica omonima (maggio 2015) papa Francesco ci ricordava che “sorella terra, la nostra casa comune protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei” e che “san Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà. La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale”. Papa Leone già nei suoi primi interventi ha ribadito che “la terra è la nostra casa comune e che è urgente capire che va tutelata” (messa di inaugurazione del “Borgo Laudato si’” a Castel Gandolfo).
In questa stessa settimana, il 20 maggio l’Acquario di Genova ospita uno degli eventi conclusivi del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promossa da Asvis (Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile) per sensibilizzare e mobilitare tutti noi sull’Agenda 2030 (settembre 2015) delle Nazioni unite e sul raggiungimento dei suoi 17 Obiettivi.
Purtroppo il clima di incertezza e di conflitto in cui viviamo, l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e i cresciuti segnali di insostenibilità sociale, ambientale, economica e istituzionale che caratterizzano questa fase storica hanno distolto l’attenzione dagli Obiettivi che si proponevano uno slancio maggiore per la cura della casa comune. In questo tempo prevale la logica di una strategia conflittuale fatta da autoritarismi, poteri forti, interessi individuali e globali che favoriscono paure, sfiducia e riparo in “mode e stili di sopravvivenza”, di ricerca di un “di più è meglio” per chi se lo può permettere. Non certo è certo l’ottica per un mondo davvero globalmente sviluppato e sostenibile. L’attuale situazione geopolitica non fa altro che incrementare incertezza, paura e quelle realtà di inequità, di degrado e di diseguaglianza sempre più ampia alimentando un diffuso senso di ingiustizia. Ciò sta causando frustrazione e risentimento che minano la coesione sociale e politica e riducono la fiducia nelle autorità e nelle istituzioni. Il nostro oggi non permette di sperare nel raggiungimento di una pace duratura, di una prosperità o sostenibilità, generando problemi e squilibri nelle economie, nelle società e nelle politiche.

Leggi l’articolo integrale sull’edizione n. 19 de Il Cittadino