Il Vangelo di domenica 31 maggio

SANTISSIMA TRINITÀ – SOLENNITÀ – ANNO A

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salva per mezzo di lui. 
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

1 – Ringraziamo ‑ Oggi è la festa del grazie alla Santa Trinità, dalla quale discende ogni dono perfetto: la creazione degli angeli, degli uomini, degli esseri viventi, degli elementi materiali. Tutto è la risultante dell’amore infinito di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo: la vita eterna, la verità perfetta, l‘amore infinito. Ogni creatura dell’universo è un dono per l’uomo. Ma soprattutto Dio è il Dono per l’uomo.

2 – Immagine trinitaria – Quando Dio, in quel mirabile consiglio di famiglia al termine della creazione materiale, ha progettato di far abitare l’universo dall’uomo, lo ha pensato dotato di un corpo, immagine della complessità armoniosa del creato, e come uno spirito, a somiglianza e in rapporto a Se stesso: ’Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza’ (Genesi). L’uso del plurale è quanto mai indicativo per ricordarci che assomigliamo alle tre Persone divine. Ma, in un certo senso, questo si può dire altrettanto di ogni essere creato. Infatti ogni singola creatura è un essere che esiste (partecipa della vita del Padre), è una determinata essenza o natura (secondo l’idea che ne ha il Verbo), è un essere buono e utile agli altri (manifestazione della bontà dello Spirito Santo). Per questo anche l’infimo fra tutti gli esseri è definito da S. Agostino: ‘un abbozzo di Trinità’ (Trinità 15,2,3). Tanto più la creazione in blocco è stata modellata per raggiungere un’armoniosa unità di perfezioni di­verse, finalizzate al servizio dell’universo e dell’uomo, quindi è un tutt’uno che partecipa all’unità della Trinità. Comunque la manifestazione più alta e convincente del mistero trinitario nell’ordine naturale è la realtà della famiglia, fondamento di tutta la vita sociale: ‘Non è bene che l’uomo sia solo’ (Genesi).

3 – La Chiesa ‑ La definizione più centrata l’ha coniata S. Cipriano, vescovo martire di Cartagine (250 dopo Cristo): ‘Popolo, fuso in una cosa sola, derivante dall’unità del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo – De unitate Patris et Filii et Spiritus Sancti plebs adunata’ (Trattato sul Padre nostro, 23). Il sacrificio più grande da offrire a Dio è la nostra pace e fraterna concordia. L’umanità intera diventa Chiesa, in quanto unica famiglia a immagine dell’unità della Trinità. Ecco perché il dono della salvezza restituisce agli uomini la dignità di figli di Dio e membri della sua famiglia: la Chiesa. Il cammino, certamente lungo e faticoso, della storia umana è proprio quello di raggiungere l’obiettivo finale dell’unità perfetta, quando Dio sarà tutto in tutti. E questa è precisamente la missione della Chiesa: unire tutti i figli dispersi nel cuore di Dio.

4 – Costruire l’unità ‑ Essa si sviluppa in tre momenti: a) nella persona, per eliminare ogni squilibrio o conflitto interiore (carattere, passioni, rapporto equilibrato spirito‑corpo) e per raggiungere la piena maturità personale; b) nella famiglia, per progredire insieme attraverso il dialogo, la comprensione reciproca, l’assistenza e la comunione; c) nella società, per eli­minare le discriminazioni, le sperequazioni, le sopraffazioni, i conflitti, gli indivi­dualismi.

5 – Tempio della Trinità ‑ Il cuore dell’uomo è certamente la piccola chiesa, ossia la stanza nuziale o­ve Dio predilige abitare. Per questo gli antichi cristiani si chiamavano ‘teophoroi’ – portatori di Dio. Paolo interroga così i fedeli di Corinto: ‘Non sapete che Dio abita nei vostri cuori’? La presenza della Trinità santifica l’intimo dell’uomo e rende inviolabile sia la coscienza che il corpo; apre il cuore al­l’ascolto e alla preghiera in unione alle tre Persone divine: in esse trova conforto nelle prove e sofferenze della vita: ‘Fratelli, siate lieti, tendete al­la perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi’(Paolo).