Genova e Liguria
Mnesys e la sfida del cervello: trasformare la ricerca in terapie innovative
Un progetto che ha portato a grandi innovazioni nella ricerca su Parkinson e Alzheimer
Restituire alla cittadinanza i risultati di un percorso di ricerca di eccellenza avviato a Genova e sviluppatosi in una rete nazionale di hub scientifici, la più grande a livello europeo, sulle neuroscienze. È questo l”obiettivo di “Mnesys: il viaggio nel cervello – trasformare la ricerca in nuove terapie”, il convegno in programma il 30 gennaio a Palazzo Ducale di Genova attraverso il quale Enrico Castanini e Antonio Uccelli, presidente e coordinatore scientifico del consorzio Mnesys, faranno il punto, assieme ad alcuni dei ricercatori coinvolti, sull’attività svolta. Un momento simbolico in cui la scienza incontra la comunità per raccontare come un investimento pubblico del valore di quasi 115 milioni di euro stia cambiando il volto della medicina del futuro.
«Abbiamo lavorato mettendo al centro la persona – spiega il presidente Enrico Castanini – sia per trovare possibili soluzioni a malattie complesse che per migliorare la qualità della vita di chi è colpito da queste patologie. Malattie neurodegenerative come Parkinson ed Alzheimer, purtroppo, interessano moltissime persone e dare la speranza di un miglioramento, o di una diminuzione dei sintomi è, per noi, una grande gioia. Penso, solo per fare un esempio al caso di una giovane donna che a causa di un Parkinson precoce non riusciva quasi più a muoversi e che, dopo l’intervento dell’equipe del professor Gianluigi Zona, direttore della Clinica Neurochirurgica e Neurotraumatologica dell’Ospedale Policlinico San Martino, può di nuovo correre. E questo è un esempio di quello che vogliamo fare: lavorare sulla ricerca per aiutare le persone a vivere meglio. Sono risultati che premiano per tutta la fatica messa in questo progetto».
Il percorso che, come tutti quelli finanziati dal Pnrr si avvia a conclusione, ha messo a sistema numeri imponenti. La rete di Mnesys, nata su impulso del Rettore dell’Università di Genova Federico Delfino, in tre anni si è praticamente triplicata passando dai primi 25 soci a 90 centri di eccellenza coinvolti tra università, Ircss, istituti di ricerca e imprese; un esercito di oltre 800 ricercatori, di cui il 50% donne; una produzione scientifica che conta quasi mille pubblicazioni; circa 200 nuovi posti di lavoro per giovani scienziati.
«Nonostante il nostro progetto sia stato uno degli ultimi a nascere – ricorda Castanini – siamo perfettamente in linea con gli obiettivi fissati dal PNRR. E questo è stato possibile grazie a una rete gestionale “agile”, guidata dal direttore generale Loredana Luzzi, che ha permesso di convogliare la quasi totalità dei fondi verso i laboratori».
Un esempio virtuoso di come la ricerca non si esaurisce nei laboratori ma si può tradurre in un valore sociale tangibile.
Diagnosi più precise e terapie personalizzate, infatti, significano cure più efficaci per i pazienti, una drastica riduzione dei tempi di attesa, oltre ad un uso più efficiente delle risorse sanitarie, abbattendo i costi legati ai ricoveri e all’assistenza a lungo termine.
Uno dei pilastri di questa rivoluzione tecnologica è rappresentato dalla medicina computazionale e, nel corso dell’incontro, sarà Sergio Martinoia, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico a illustrare i punti di forza del programma con particolare riferimento ai “digital twin”, i gemelli digitali del cervello che permettono di simulare l’andamento di una patologia o testare l’efficacia di un farmaco in un ambiente sicuro prima di intervenire sul paziente.
Questo approccio rappresenta il cuore della ricerca di Mnesys, capace di generare ricadute fondamentali per la diagnostica precoce di malattie come il Parkinson o l’Alzheimer. Una giornata di studio che si concluderà, nel pomeriggio, con una serie di “stanze” tematiche, coordinate dove i cittadini avranno l’opportunità di dialogare direttamente con i clinici e i ricercatori che hanno guidato i progetti sul campo.
Si entrerà nel vivo delle nuove frontiere terapeutiche per l’epilessia e la SLA, si analizzeranno i progressi nella riabilitazione robotica per ictus e traumi cerebrali, e si approfondiranno le speranze legate alle demenze oltre l’Alzheimer e alle malattie neuromuscolari.