Il Vangelo di domenica 11 gennaio

BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

1 – Dal Mar Rosso al Giordano – Il popolo ebraico iniziò il suo cammino di liberazione dalla schiavitù dell’Egitto attraversando il Mar Rosso e lo concluse passando il fiume Giordano per entrare nella Terra promessa. Anche Gesù, chiedendo a Giovanni Battista il battesimo, inizia ufficialmente al Giordano la sua missione di Redentore, che lo porterà un giorno fino al Calvario per donare il suo Sangue al mondo: dal Giordano al mar Rosso della sua morte in croce. Giovanni tenta di schermirsi quando Gesù gli chiede il battesimo, ma Gesù insiste e ne spiega il perché: ‘Lascia fare per ora, poiché conviene che così (noi due) adempiamo ogni giustizia’ (Vangelo). Per compiere ogni giustizia, conviene che sia proprio Gesù, l’innocente senza macchia di colpa, ad assumere su di sé i peccati degli uomini per distruggerli con il battesimo della sua morte e risurrezione.

2 – Nella Trinità –In questo momento solenne dell’investitura di Gesù come Salvatore del mondo, non può mancare il sigillo della Trinità. Infatti, appena Gesù esce dall’acqua, si aprono i cieli: lo Spirito Santo scende su di lui in forma di colomba e risuona la voce del Padre: ‘Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto’. La stessa voce si farà sentire poche ore prima della sua Passione. A questo punto diventa chiaro l’uso del plurale: ‘Conviene che (Noi Tre) adempiamo ogni giustizia’, in quanto in Gesù operano sempre le tre Persone divine. Tant’è vero che nella formula del battesimo ci viene detto: Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: unico Dio in tre Persone. 

3 – Il battesimo – Sono quattro gli effetti del sacramento: j  ea) libera dal peccato originale ed eventualmente dai peccati personali, condonando anche le pene dovute al peccato; b) inserisce nella vita della Trinità come figli del Padre, fratelli del Figlio e sposi dello Spirito Santo; c) incorpora alla vita della Chiesa, facendo diventare tutti cristiani nella comunione della verità e della carità, cioè un solo corpo, una sola famiglia in Gesù; d) elargisce le virtù teologali della fede, speranza e carità insieme ai doni dello Spirito Santo, per vincere le tentazioni al male e scegliere sempre il sommo Bene.

4 – L’iter battesimale – Agostino, fra gli altri, lo ha percorso, non come un rito di tradizione, ma come un vero e proprio tragitto dalla terra al cielo, che trasforma l’uomo nella partecipazione alla vita di Dio. Ascoltiamolo: ‘Quando il fedele riceve il sacramento nel suo vero significato, lo intende come il giorno del sabato, cioè come il giorno del riposo di Nostro Signore nel sepolcro: egli si riposa dalle sue opere precedenti sicché, percorrendo ormai il cammino di una vita nuova, riconosce che ad agire in lui è Dio, il quale è attivo e si riposa nello stesso tempo somministrando sia il governo conveniente alla creatura sia possedendo in se stesso una beata eternità o eterna tranquillità’ (Genesi alla lettera 4,13,24).

5 – Una difficoltà da risolvere – Ecco il vero problema per chi vive da credente: come mai il battesimo, pur rimettendo il peccato originale, lascia in noi le conseguenze del peccato? Risposta: il Signore ha voluto conservare la concupiscenza o tendenza al male, le prove fisiche e morali della vita, la morte stessa perché l’uomo impegni la sua libertà collaborando in modo responsabile con la grazia di Dio. Dio non fa mai tutto da solo, ma con la libera collaborazione dell’uomo. Se il bene resta difficile e il male facile, esso è il prezzo che la creatura deve pagare per meritare in qualche modo la redenzione, che resta del tutto gratuita nel Salvatore. Tutto dipende da Dio, ma non senza la collaborazione dell’uomo. Insomma, Dio non ci costringe mai ad accettare i suoi doni: vuole che glieli chiediamo nella preghiera e li meritiamo con la libera buona volontà. Lui si dona e così ‘corona i suoi doni’ (S. Agostino, Grazia e libero arbitrio 6,15).