Genova e Liguria
Galliera, Tasca: “Sono convinto che troveremo una mediazione. Lavoriamo per il bene della nostra gente”
L’Arcivescovo ringrazia i lavoratori dell’ospedale e invita a superare le contrapposizioni nel confronto con la Regione: “Il mio sogno è un nuovo Galliera, sempre più bello, efficiente e professionalmente pronto”.
Questo pomeriggio padre Marco Tasca, a margine dell’incontro dedicato alla presentazione della Carta etica dell’Ospedale Galliera, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti presenti, è tornato sul confronto tra il Galliera e la Regione Liguria in merito all’integrazione della struttura nell’Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM). Un dibattito al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni del Consiglio di amministrazione del Galliera, pubblicate in questi giorni sui quotidiani, con cui è stata ribadita la contrarietà al trasferimento generalizzato del personale clinico nell’AOM. Il CdA ha precisato che la convenzione sottoscritta il 19 marzo 2026 prevede il trasferimento del personale soltanto in relazione a due specifiche attività, il Centro Trasfusionale e il Laboratorio Analisi, rivendicando la necessità di tutelare l’autonomia organizzativa dell’ente. Una posizione accompagnata dalla proposta di una possibile soluzione, già trasmessa al Presidente della Regione Marco Bucci il 29 ottobre.
A partire da questo quadro, Tasca ha espresso fiducia nella possibilità di trovare una mediazione, invitando le parti a superare le contrapposizioni e a concentrarsi sul bene dell’ospedale e della comunità genovese. L’Arcivescovo ha innanzitutto voluto esprimere la propria vicinanza e gratitudine a quanti lavorano nella struttura ospedaliera, in un momento segnato da incertezze e difficoltà. “Più che una preoccupazione, vorrei soprattutto dire grazie agli uomini e alle donne del Galliera che lavorano in questa situazione effettivamente difficile”, ha dichiarato. “La preoccupazione è che possiamo continuare a servire questo posto, la gente, questa storia che è una grande storia”. Uno sguardo rivolto soprattutto al futuro, perché il patrimonio di competenze e di esperienza dell’ospedale possa continuare a essere messo a disposizione della comunità.
Tasca si è detto fiducioso sulla possibilità di arrivare a un’intesa, sottolineando la necessità di evitare contrapposizioni. “Credo che alla fine troveremo una soluzione, una mediazione. Sono contro la polarizzazione, che non serve a niente e a nessuno. Troveremo una soluzione mettendoci intorno a un tavolo e lavorando per il bene della nostra gente, di questa gente che ha bisogno del Galliera”. L’obiettivo, ha aggiunto, deve essere quello di garantire un ospedale sempre più qualificato: “Un Galliera sempre più bello, sempre più efficiente, sempre più professionalmente pronto”. Un progetto che l’Arcivescovo coltiva da tempo: “Da quando sono a Genova, sogno sempre il nuovo Galliera. Vorrei che mettessimo tutte le energie nel sognare e nel preparare un nuovo Galliera”.
Interpellato sulla proposta avanzata alla Regione, Tasca ha richiamato la necessità di partire dagli accordi già sottoscritti: “Credo che sia davvero il momento di fare quello che abbiamo firmato e vedere insieme come gestirlo, come muoverci, quali scelte fare. Sono profondissimamente convinto che una mediazione la troviamo”. Rispondendo poi alle domande sul confronto con il Presidente della Regione e sulle dichiarazioni della Sindaca di Genova, l’Arcivescovo ha ridimensionato l’ipotesi di uno scontro istituzionale. “Più che uno scontro, è dirsi le cose”, ha precisato, richiamando anche il significato cristiano della parresia, la franchezza nel dialogo. “Credo che adesso sia il momento di dire: possiamo trovare una strada. Non dobbiamo guardare soltanto alle cose che magari ci dividono, ma anche a quante ci uniscono, a quante cose stanno a cuore a entrambi. Su questo terreno dobbiamo trovare un cammino possibile e fattibile”.
Infine, sul nodo delle convenzioni e delle prestazioni sanitarie, Tasca ha ribadito che anche su questo aspetto occorre individuare una soluzione condivisa, superando le difficoltà relative alle prestazioni precedenti alla nuova normativa regionale. “Credo sia importante impegnarci e cercare di capirci, per vedere come sia possibile superare questo scoglio. Sono convinto che anche questa volta sia possibile”.